E' stata una settimana veloce, trafficata, vorticosa.
Spinta nella spirale delle cose che devo ancora fare nemmeno mi sono accorta che arrivava il venerdì col suo invito a rallentare il ritmo.
Come per tutti la mattina comincia molto presto, porto i bimbi a prendere il pulmino e poi torno di corsa a casa a rifare i letti, pulire, seminare il prato, fare la spesa, litigare con muratori, idraulici ed elettricisti.
Ho montato due belle cassettiere e le ho messe dietro al divano, al loro centro l'alzatina coi frutti autunnali portati da Bergamo: cachi, melograni, kiwi, nespole e noci, qualche fotoritratto ai lati ed una lampada rossa che fa tanto atmosfera il tutto davanti alla stufa a legna che accendiamo nel pomeriggio, uno spettacolo.
Non fosse che il giorno dopo sono venuti a montarmi le porte.
In men che non si dica tutto è tornato in disordine, impolverato, sporco.
A sera ero un po' demoralizzata, ma solo un po'.
Esiste un momento della giornata che è tutto per me.
Saluto i bimbi che salgono sul pullmino e poi torno a casa, sono le otto di mattina e in cantiere non è ancora arrivato nessuno.
Sono sola nel mio giardino e posso guardarmi attorno e vedo l'Anima delle cose.
Sento i sussurri della nostra nuova casa che riprende forza mentre si colma dell'amore che gli diamo e dei giochi e della risa dei nostri bambini, da troppo tempo era disabitata.
Saluto il noce e lo ringrazio perchè quest'anno ci sta regalando dei frutti gustossissimi dopo lunghi anni di sterilità, accarezzo con lo sguardo il letto del ruscello e invito l'acqua ad arrivare presto.
Prego per la mia casa per noi che ci abitiamo e per tutti quelli che ci stanno lavorando, prego per un futuro prospero per la mia famiglia e per tutte le famiglie del mondo.
E' l'unico momento della giornata in cui mi lascio cullare dai miei pensieri che salgono in alto e incontrano i falchi.
In questa zona è facile vederli planare e giocare con le correnti d'aria e in questi dieci minuti dedicati solo a me,
aggancio il loro volo e mi alzo leggera nel cielo!
Buon fine settimana a tutti.
...ci vediamo alla Quercia...
venerdì 21 ottobre 2011
venerdì 9 settembre 2011
Un sogno peloso!
‘‘Fino a che uno non si compromette, c’è esitazione, possibilità di tornare indietro e sempre inefficacia.
Rispetto a ogni atto di iniziativa (e creazione) c’è solo una verità elementare, l’ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani.
Nel momento in cui uno si compromette definitivamente, anche la provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute.
Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo.
Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo.
Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso. ’’ (Wolfgang J. Goethe, Faust)
Questa è la frase che ho incollato su uno dei faldoni che contengono tutti i documenti relativi al nostro progetto del Bed & Breakfast.
Ci è "capitata" tra le mani giusto un paio di giorni prima di firmare il preliminare d'acquisto della nostra casa.
Non che io e Giuseppe avessimo bisogno di chissà quale garanzia cosmica per convincerci a farlo, siamo due che spesso hanno preso decisioni semplicemente interrogando un libro.
Non mi dite che non l'avete mai fatto? E' uno spasso, dovreste provare. Consiste nel porsi un interrogativo, anche di tipo pratico: -Stasera devo uscire con quella tipa che è pur carina ma mi sembra costantemente depressa? Pigliate un qualsiasi libro dallo scaffale, lo tenete tra le mani mentre fingete di concentrarvi sul quesito e poi aprendo una pagina a caso puntate il vostro indice e leggete la frase indicata. Da sbellicarsi dal ridere, soprattutto se vi impuntate a trovarvi un nesso.
Se poi vi capita che il nesso ci sia davvero, vuol dire che vi siete concentrati abbastanza e sta a voi decidere se credere o meno alla magia di un libro che vi parla, altro che Harry Potter!
A me fa semplicemente bene inciampare di tanto in tanto in questa frase che mi indica la via come un faro, perchè secondo la mia esperienza personale posso solo concordare.
Da quando abbiamo deciso d'acquistare e ristrutturare i nostri due casali in Toscana sono avvenuti a cascata eventi e incidenti che hanno modificato spesso il nostro programma.
Innumerevoli volte ci siamo dovuti piegare alla volontà di una mano invisibile che sembrava volesse comandare su determinate decisioni.
All'inizio questi imprevisti, talvolta di entità veramente distruttiva, ci hanno destabilizzato, demoralizzato e quasi, immobilizzato, ma io e Jose siamo caparbi e abbiamo preso una decisione tanti anni fa che ci ha fatto stipulare una delle regole fondamentali nel nostro rapporto: "mai depressi assieme" e vi assicuro che, in caso decidiate mai di ristrutturare o costruire casa col vostro amore, questa risulta una condizione indispensabile.
Fino ad oggi non abbiamo mai mollato la presa, accettando le sferzate inflitte con stoica fermezza, a dire il vero ad un certo punto ci siamo messi a studiare a tavolino tutte le deviazioni subite, sino a che, nei nostri ragionamenti contorti, s'è aperta una breccia e fulminea è apparsa la risposta.
Accettare gli eventi non significa subire la vita, bensì ci predispone ad imparare ad ascoltare l'Universo che ci parla e sempre ci aiuta a realizzare i nostri desideri.
Ho imparato presto a riconoscere le gabbie del pensiero, ma altrettanto facilmente l'ho dimenticato, è così semplice perdersi nelle regole di questo pianeta.
Adoro i gatti da sempre, dal mio primo respiro sulla terra ho agoniato un amico felino e fortunatamente i miei genitori li hanno sempre avuti per casa.
Dopo Tati, la mia gattina africana (leggi il post intitolato: Tatina Cicova Gatinhos na cama de Marçia,del 03 maggio 2010) non ho più potuto adottare un gatto, sono passati ormai cinque anni.
L'altra sera Jose ha messo in una ciotolina alcuni pezzettini di bistecca avanzata e l'ha collocata appena fuori casa, gli ho lanciato un'occhiata in tralice con aria di finta disapprovazione e quando nessuno mi vedeva sono uscita a controllare se qualche animale, magari gatto, avesse favorito.
Lì al buio , testimoni solo le stelle e la luna, ho lanciato la mia preghiera: "Fai che si avvicini un amico felino, fai che mi scelga come sua amica umana".
Il giorno dopo sono andata a fare la spesa e i ragazzi del supermercato hanno trovato un gattino abbandonato, non è nemmeno necessario confermarlo, mentre scrivo dorme tranquillo sulla pila d'asciugamani mordibi in bagno.
-Non era così che m'immaginavo si realizzasse il mio sogno, ma va bene lo stesso, il gattino è arrivato a me-
La sera stessa Giuseppe ha portato fuori gli avanzi e mi ha chiamata piano, nel buio ho visto due occhi felini d'un giovane gatto randagio che attendeva la cena...ecco il mio "sogno peloso" che s'avvicina.
Bella la vita!
Rispetto a ogni atto di iniziativa (e creazione) c’è solo una verità elementare, l’ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani.
Nel momento in cui uno si compromette definitivamente, anche la provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute.
Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo.
Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo.
Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso. ’’ (Wolfgang J. Goethe, Faust)
Questa è la frase che ho incollato su uno dei faldoni che contengono tutti i documenti relativi al nostro progetto del Bed & Breakfast.
Ci è "capitata" tra le mani giusto un paio di giorni prima di firmare il preliminare d'acquisto della nostra casa.
Non che io e Giuseppe avessimo bisogno di chissà quale garanzia cosmica per convincerci a farlo, siamo due che spesso hanno preso decisioni semplicemente interrogando un libro.
Non mi dite che non l'avete mai fatto? E' uno spasso, dovreste provare. Consiste nel porsi un interrogativo, anche di tipo pratico: -Stasera devo uscire con quella tipa che è pur carina ma mi sembra costantemente depressa? Pigliate un qualsiasi libro dallo scaffale, lo tenete tra le mani mentre fingete di concentrarvi sul quesito e poi aprendo una pagina a caso puntate il vostro indice e leggete la frase indicata. Da sbellicarsi dal ridere, soprattutto se vi impuntate a trovarvi un nesso.
Se poi vi capita che il nesso ci sia davvero, vuol dire che vi siete concentrati abbastanza e sta a voi decidere se credere o meno alla magia di un libro che vi parla, altro che Harry Potter!
A me fa semplicemente bene inciampare di tanto in tanto in questa frase che mi indica la via come un faro, perchè secondo la mia esperienza personale posso solo concordare.
Da quando abbiamo deciso d'acquistare e ristrutturare i nostri due casali in Toscana sono avvenuti a cascata eventi e incidenti che hanno modificato spesso il nostro programma.
Innumerevoli volte ci siamo dovuti piegare alla volontà di una mano invisibile che sembrava volesse comandare su determinate decisioni.
All'inizio questi imprevisti, talvolta di entità veramente distruttiva, ci hanno destabilizzato, demoralizzato e quasi, immobilizzato, ma io e Jose siamo caparbi e abbiamo preso una decisione tanti anni fa che ci ha fatto stipulare una delle regole fondamentali nel nostro rapporto: "mai depressi assieme" e vi assicuro che, in caso decidiate mai di ristrutturare o costruire casa col vostro amore, questa risulta una condizione indispensabile.
Fino ad oggi non abbiamo mai mollato la presa, accettando le sferzate inflitte con stoica fermezza, a dire il vero ad un certo punto ci siamo messi a studiare a tavolino tutte le deviazioni subite, sino a che, nei nostri ragionamenti contorti, s'è aperta una breccia e fulminea è apparsa la risposta.
Accettare gli eventi non significa subire la vita, bensì ci predispone ad imparare ad ascoltare l'Universo che ci parla e sempre ci aiuta a realizzare i nostri desideri.
Ho imparato presto a riconoscere le gabbie del pensiero, ma altrettanto facilmente l'ho dimenticato, è così semplice perdersi nelle regole di questo pianeta.
Adoro i gatti da sempre, dal mio primo respiro sulla terra ho agoniato un amico felino e fortunatamente i miei genitori li hanno sempre avuti per casa.
Dopo Tati, la mia gattina africana (leggi il post intitolato: Tatina Cicova Gatinhos na cama de Marçia,del 03 maggio 2010) non ho più potuto adottare un gatto, sono passati ormai cinque anni.
L'altra sera Jose ha messo in una ciotolina alcuni pezzettini di bistecca avanzata e l'ha collocata appena fuori casa, gli ho lanciato un'occhiata in tralice con aria di finta disapprovazione e quando nessuno mi vedeva sono uscita a controllare se qualche animale, magari gatto, avesse favorito.
Lì al buio , testimoni solo le stelle e la luna, ho lanciato la mia preghiera: "Fai che si avvicini un amico felino, fai che mi scelga come sua amica umana".
Il giorno dopo sono andata a fare la spesa e i ragazzi del supermercato hanno trovato un gattino abbandonato, non è nemmeno necessario confermarlo, mentre scrivo dorme tranquillo sulla pila d'asciugamani mordibi in bagno.
-Non era così che m'immaginavo si realizzasse il mio sogno, ma va bene lo stesso, il gattino è arrivato a me-
La sera stessa Giuseppe ha portato fuori gli avanzi e mi ha chiamata piano, nel buio ho visto due occhi felini d'un giovane gatto randagio che attendeva la cena...ecco il mio "sogno peloso" che s'avvicina.
Bella la vita!
sabato 3 settembre 2011
Vivendo il sogno....
Questa mattina io e Jose siamo andati a controllare il livello d'acqua nella cisterna della sorgente.
La sorgente si trova a poche centinaia di metri dalla nostra casa, ai piedi di una collina rocciosa, se ne sta tranquilla in mezzo ai prati.
Ho fatto questa passeggiata con le mie cibattine di gomma comprate in un negozio cinese ed ho sentito tutti i sassi del sentiero sotto ai miei piedi, ho camminato in mezzo ai prati bagnati di rugiada mattutina e in lontanaza ho scorto una famiglia di cinghiali, la mamma coi suoi sei cuccioli.
Mi sono voltata e alle mie spalle c'era la nostra nuova casa, incastonata tra prati e mucche...
Buongiorno vita, da oggi vivo il mio sogno!!!
sabato 19 febbraio 2011
Tendaggi da incubo!

Ho aperto gli occhi ed erano le otto del mattino, niente male, i bimbi dormivano ancora e speravo di poter riaddormentarmi almeno per un'altra mezz'oretta.
Detto fatto, ho sentito nuovamente il torpore del sonno prendere il sopravvento sulla mia mente, presto sarei sprofondata nel mondo dei sogni e questo mi rendeva felice, dormire un po' di più il sabato mattina è spettacolare!
Mi sono accorta subito che qualcosa però stava prendendo la piega sbagliata, sentivo dei passi a piedi scalzi che dalla camera dei bambini arrivavano ai piedi del mio letto, erano passi d'adulto, impossibile, Giuseppe era uscito prestissimo per lavoro, oltre a me e ai piccoli non c'era nessun altro in casa.
In una situazione normale avrei aperto gli occhi, ma non potevo farlo, non riuscivo.
Così ho escogitato il modo di uscire dall'incubo che sapevo stava per arrivare.
Ho sentito le manine di Sergio che mi toccavano e l'ho tirato con forza nel lettone
-Dormi un po' con la mamma.-
Ma solo pochi secondi dopo lui non c'era più.
Ecco fatto, prigioniera del sogno!
Quante volte ci accade di sognare di essere svegli e fare qualcosa con la certezza che in realtà è un sogno.
Sappiamo che stiamo dormendo e nonostante il desiderio cosciente di aprire gli occhi il sogno continua.
Finalmente ce l'ho fatta ed ho aperto gli occhi, sono andata in cucina dove Giuseppe m'aveva preparato una sorpresa, una tenda rossa fuoco, orrenda a dire il vero.
Ho alzato la tapparella e guardato fuori, nel mio giardino c'erano persone che non conoscevo.
"Giuseppe, uscendo avrà lasciato aperto il cancello" ho pensato.
Sono uscita in pigiama, con la faccia stropicciata di chi è appena sveglio ed ho chiesto agli sconosciuti cose facevano in casa mia.
-Questa è casa sua? Ne è sicura?-
Me lo avevano chiesto rivolgendosi a me come ad una pazza ed ho avuto una reazione piuttosto violenta, urlavo, intimavo loro di uscire.
-Signora, mi pare un po' confusa, ha bisogno d'aiuto? Lei è arrabbiata e pare pericolosa.-
Quel tono mi ha fatto venire i brividi alla schiena, sentivo che di lì a poco avrei potuto perdere la mia libertà.
Sono rientrata in casa chiudendo con forza la portafinestra.
Pensavo rapidamente mentre scorgevo gli sconosciuti in giardino che chiamavano qualcuno al telefono.
In quel momento ho capito, il telefono!
Sono tornata in camera da letto ed ho impugnato il mio cellulare che era sul comodino, esattamente dove lo avevo lasciato la sera prima.
Non riuscivo a trovare la tastiera, mannaggia ai touch screens, i numeri, non trovavo i numeri.
Dovevo a tutti i costi chiamare Giuseppe, se lui m'avesse riposto...
dalla cucina sentivo rumoreggiare con la porta d'entrata, tentavano d'entrare, mi avrebbero portato via.
I miei bambini, che ne sarebbe stato dei miei figli?
Corsi così da Andrea, stava ancora dormendo.
Mi sono inginocchiata al suo fianco, l'ho accarezzato sulla testa, piangendo sommessamente.
All'improvviso lui s'è girato ha aperto i suoi begli occhioni e...
-Mammaaaaaaa, mammaaaaaa. -
Ho aperto gli occhi ed ero distesa nel mio letto, mi sono seduta sul bordo col cuore in gola.
Ho guardato la sveglia: 8.22.
Dall'altra camera:
-Mammaaaaaa, sono sveglioooooo.-
Sia ringraziato il cielo che anche stavolta mi sono svegliata nel sogno giusto, perchè l'alternativa era di dolore e sofferenza.
Grazie al cielo posso stare ancora un po' coi miei figli.
Quella forse era la porta sulla pazzia.
E soprattutto grazie perchè non dovrò litigare con Giuseppe per togliere quell'orrenda tenda rossa!
venerdì 4 febbraio 2011
Discriminazione canina. Sottotitolo: se uno è grande e grosso mica è per forza anche pericoloso!

Da quando ho postato "Abbattiamo la merla" i miei carissimi amici non perdono occasione per chiedermi che tempo fa' a Gradara...simpaticoni!!!
Siccome gli argomenti da pensilina pare vi incuriosiscano vi racconterò di stamattina.
La mia vicina cubana, ( e tu zia Fanny non ridere perchè esiste davvero, non me la sto inventando) mi stava spiegando di quanto siano piovose le primavere romagnole, all'improvviso ha cambiato espressione del volto e facendosi schermo con la mano sopra gli occhi ha rivolto il suo interesse verso qualcosa alle mie spalle.
Lì per lì ho pensato che stesse atterrando un Ufo e poi la sento gridolare con finto piacere:
- Ah, è un cucciolo!-
Mi giro e la prima cosa che noto è il suo padrone, davvero niente male, che tiene tra le braccia una pallina pelosa completamente nera che lo rende così tenebroso/teneroso.
Lo mette a terra e gli fa fare la pipì.
Il nugolo di mammine sposta la propria attenzione dai propri cuccioli al cucciolo del tenebroso, col rischio che uno dei nostri finisse schiacciato in mezzo alla strada, ma si sa che le mammine non resistono davanti a cuccioli e cuccioloni!
La cubana tiene banco e con la mascella irrigidita da moglie di Terminator incalza il giovane:
- Quanti mesi ha? Due?-
Lui, un po' riluttante da tutte le moine di noi casalinghe, annuisce.
- Che razza è? Mastino?-
E a questo punto il qui pro quo.
- E' un...Cro...-
Lo dice talmente veloce che tutte ci guardiamo spaesate.
Avrà detto Crozza? Strano, come il comico? Oppure Croato, un pastore della Croazia...
Mi tocca andare in Wikipedia a cercarlo, penso un po' scocciata.
-Diventerà mooolto grande vero?-
Sì, non ci vuole poi molto a capirlo, ha due zamponi stile portata natalizia con contorno di lenticchie!
E a questo punto la stoccata finale della cubana che toglie la maschera:
- Non morde vero?-
Mi sembra subito una domanda non politically correct!
Ma dai, sarebbe come se domattina, guardando bene in faccia Sergio (ed ammetto che il mio secondogenito ha la faccia da spiantato)con lo stesso tono usato per il cucciolo mi chiedesse:
-Oh, ma che bel bimbo, ha la faccetta furba...non è che spaccia vero?-
Tremende le mammine!
martedì 1 febbraio 2011
Abbattiamo la Merla!!!!!

Chissà perchè ci piace tanto parlare del tempo? Intendo quello metereologico.
Questa mattina, mentre portavo Andrea a prendere il pulmino ho compreso con stupore che già conoscevo le prime frasi che io e gli altri genitori ci saremmo scambiati durante l'attesa alla fermata.
- Finalmente stamattina un po' di sole-
- Sì, ma vogliamo parlare del gelo? Le macchine sono ghiacciate e i prati bianchi di brina-
- Infatti, ma non era ieri l'ultimo giorno della merla?-
- Mi sa che arriva la nebbia.-
No, no, io non ci sto! Giusto il giorno prima l'argomento era stato il seguente:
- Che freddo! Per fortuna oggi è l'ultimo giorno della merla-
- Sì, infatti, arriverà la primavera.-
Eh no, stamattina vado lì e introduco un nuovo argomento al quale tutte si sentiranno coinvolte, le faccio scatenare io.
- Ciao, Andrea è mancato per più di un mese ma ieri ho visto che il pulmino è arrivato ancora dopo le nove.-
- Non ce lo dire, ci siamo lamentate col comune un sacco di volte.-
- Io ho anche parlato con un'amica che lavora al Municipio, le ho fatto presente che a volte dobbiamo attendere anche dieci minuti, che qui i genitori arrivano tardi al lavoro.-
Sìiiiiiiiiiiiiii, ce l'ho fatta! S'è levato per la via un chiacchiericcio minaccioso.
Le dolci casalinghe con le ciabattine e il grembiule nascosto sotto la giacca a vento si stavano trasformando in un nugolo di manifestanti no-global.
Già mi gustavo l'istante in cui sarebbe sbucato dall'angolo il pulmino rigorosamente in ritardo.
Visualizzavo beatamente l'apertura delle porte a scatto e l'esatto momento in cui le tenere mammine avrebbero inveito contro quell'antipatico autista che non saluta mai nessuno ed ha la faccia dell'insoddisfatto cronico, quando all'improvviso ho captato una frase sibillina che sviava le mie guerriere amazzoni dall'argomento principale:
- Insomma, almeno potrebbero installare una pensilina.-
- Dicono che costi troppo, non ci pensano loro ai bimbi che se ne stanno sotto la pioggia ad aspettare...-
E a questo punto è stato inevitabile:
- Per fortuna stamattina c'è un po' di sole!-
- Sì ma hai visto che gelata.-
- La merla ragazze, la merla...-
Ho visto le mie giovani aquile d'alta quota spiccare il volo, avvistare la preda e valutarne l'attacco per poi cadere rovinosamente sulla merla.
La merla ragazze, la merla!!!
venerdì 28 gennaio 2011
Le lacrime degli amici...

Quando un amico soffre le sue lacrime ci bruciano il cuore, anche se non le vediamo, anche se piange nel buio per non infastidire nessuno.
Le lacrime degli amici, intendo quelli che amiamo come fratelli, ci ammutoliscono, ci immobilizzano, ci trasformano in statue di sale.
Ci si chiede in continuazione come entrare nel loro dolore senza fare danni e intanto ci sentiamo come un elefante in una cristalleria e siamo consapevoli che, nonostante le buone intenzioni, faremo ulteriori danni irreparabili.
Le lacrime degli amici che soffrono per amore, di quelli che entrano ed escono dagli ospedali o di chi ha perso se stesso, hanno bisogno di consolazione...anche un elefante, dopo aver mandato in frantumi uno Swarovski può porgere un fazzoletto ed una spalla su cui piangere e speriamo che poi non ci chiedano di risarcire il danno!!!
mercoledì 19 gennaio 2011
A chi non capita una giornata un po' pesante?
Ieri per me e la mia famiglia è stata una giornata impegnativa ed io, tra un appuntamento, una visita ed un esame ho "rubato" un po' di tranquillità!
Mi capita spesso di curiosare nelle finestre delle case altrui, lo faccio quando viaggio in macchina, quando passeggio, mica mi fermo, rubo solo delle immagini veloci di finestre che cambiano colore, ed immagino qualcuno sdraiato sul divano a guardare la tv.
Finestre a luce fissa azzurrognola-neon triste, oppure stralci di tende rosso infuocato, ricami leggeri, finestre sfrontate che lasciano vedere la stanza, ma è comunque raro captare immagini di persone e quando succede la storia prende forma.
Ieri ho avuto fortuna, ieri sono stata catapultata in una cucina piccola in legno, al centro il tavolo e seduta una vecchia signora che rammendava un calzino davanti alla tv e il marito in piedi, altrettanto anziano, piegava una borsa della spesa.
Nessun rumore se non il lieve bollire di una pentola per il brodo, la televisione chiacchiericcia e la tranquillità assoluta d'un pomeriggio noioso che per me stava correndo ad una velocità pazzesca!
Sembravano due alieni chiusi in una bolla spazio-temporale, eppure distavano solo pochi metri da me e dall'auto che correva per raggiungere in tempo l'appuntamento successivo.
Ne sono successe di cose ieri, ma io ho avuto fortuna e sono riuscita a visualizzare un'immagine rilassante...a volte capita, per questo spesso mi chiedo: cosa vedranno gli altri sbirciando nella mia finestra?
Ieri per me e la mia famiglia è stata una giornata impegnativa ed io, tra un appuntamento, una visita ed un esame ho "rubato" un po' di tranquillità!
Mi capita spesso di curiosare nelle finestre delle case altrui, lo faccio quando viaggio in macchina, quando passeggio, mica mi fermo, rubo solo delle immagini veloci di finestre che cambiano colore, ed immagino qualcuno sdraiato sul divano a guardare la tv.
Finestre a luce fissa azzurrognola-neon triste, oppure stralci di tende rosso infuocato, ricami leggeri, finestre sfrontate che lasciano vedere la stanza, ma è comunque raro captare immagini di persone e quando succede la storia prende forma.
Ieri ho avuto fortuna, ieri sono stata catapultata in una cucina piccola in legno, al centro il tavolo e seduta una vecchia signora che rammendava un calzino davanti alla tv e il marito in piedi, altrettanto anziano, piegava una borsa della spesa.
Nessun rumore se non il lieve bollire di una pentola per il brodo, la televisione chiacchiericcia e la tranquillità assoluta d'un pomeriggio noioso che per me stava correndo ad una velocità pazzesca!
Sembravano due alieni chiusi in una bolla spazio-temporale, eppure distavano solo pochi metri da me e dall'auto che correva per raggiungere in tempo l'appuntamento successivo.
Ne sono successe di cose ieri, ma io ho avuto fortuna e sono riuscita a visualizzare un'immagine rilassante...a volte capita, per questo spesso mi chiedo: cosa vedranno gli altri sbirciando nella mia finestra?
venerdì 14 gennaio 2011
Si riparte, il nuovo anno è carico di prospettive positive e cambiamenti radicali.
Nonostante gli errori di valutazione su persone, situazioni e fatti continuo a sognare!
Dagli errori sento l'obbligo morale d'apprendere la lezione, sono o non sono un Guerriero?
Amo la pace, ma se ce n'è bisogno conosco l'arte della guerra!
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