
Ho aperto gli occhi ed erano le otto del mattino, niente male, i bimbi dormivano ancora e speravo di poter riaddormentarmi almeno per un'altra mezz'oretta.
Detto fatto, ho sentito nuovamente il torpore del sonno prendere il sopravvento sulla mia mente, presto sarei sprofondata nel mondo dei sogni e questo mi rendeva felice, dormire un po' di più il sabato mattina è spettacolare!
Mi sono accorta subito che qualcosa però stava prendendo la piega sbagliata, sentivo dei passi a piedi scalzi che dalla camera dei bambini arrivavano ai piedi del mio letto, erano passi d'adulto, impossibile, Giuseppe era uscito prestissimo per lavoro, oltre a me e ai piccoli non c'era nessun altro in casa.
In una situazione normale avrei aperto gli occhi, ma non potevo farlo, non riuscivo.
Così ho escogitato il modo di uscire dall'incubo che sapevo stava per arrivare.
Ho sentito le manine di Sergio che mi toccavano e l'ho tirato con forza nel lettone
-Dormi un po' con la mamma.-
Ma solo pochi secondi dopo lui non c'era più.
Ecco fatto, prigioniera del sogno!
Quante volte ci accade di sognare di essere svegli e fare qualcosa con la certezza che in realtà è un sogno.
Sappiamo che stiamo dormendo e nonostante il desiderio cosciente di aprire gli occhi il sogno continua.
Finalmente ce l'ho fatta ed ho aperto gli occhi, sono andata in cucina dove Giuseppe m'aveva preparato una sorpresa, una tenda rossa fuoco, orrenda a dire il vero.
Ho alzato la tapparella e guardato fuori, nel mio giardino c'erano persone che non conoscevo.
"Giuseppe, uscendo avrà lasciato aperto il cancello" ho pensato.
Sono uscita in pigiama, con la faccia stropicciata di chi è appena sveglio ed ho chiesto agli sconosciuti cose facevano in casa mia.
-Questa è casa sua? Ne è sicura?-
Me lo avevano chiesto rivolgendosi a me come ad una pazza ed ho avuto una reazione piuttosto violenta, urlavo, intimavo loro di uscire.
-Signora, mi pare un po' confusa, ha bisogno d'aiuto? Lei è arrabbiata e pare pericolosa.-
Quel tono mi ha fatto venire i brividi alla schiena, sentivo che di lì a poco avrei potuto perdere la mia libertà.
Sono rientrata in casa chiudendo con forza la portafinestra.
Pensavo rapidamente mentre scorgevo gli sconosciuti in giardino che chiamavano qualcuno al telefono.
In quel momento ho capito, il telefono!
Sono tornata in camera da letto ed ho impugnato il mio cellulare che era sul comodino, esattamente dove lo avevo lasciato la sera prima.
Non riuscivo a trovare la tastiera, mannaggia ai touch screens, i numeri, non trovavo i numeri.
Dovevo a tutti i costi chiamare Giuseppe, se lui m'avesse riposto...
dalla cucina sentivo rumoreggiare con la porta d'entrata, tentavano d'entrare, mi avrebbero portato via.
I miei bambini, che ne sarebbe stato dei miei figli?
Corsi così da Andrea, stava ancora dormendo.
Mi sono inginocchiata al suo fianco, l'ho accarezzato sulla testa, piangendo sommessamente.
All'improvviso lui s'è girato ha aperto i suoi begli occhioni e...
-Mammaaaaaaa, mammaaaaaa. -
Ho aperto gli occhi ed ero distesa nel mio letto, mi sono seduta sul bordo col cuore in gola.
Ho guardato la sveglia: 8.22.
Dall'altra camera:
-Mammaaaaaa, sono sveglioooooo.-
Sia ringraziato il cielo che anche stavolta mi sono svegliata nel sogno giusto, perchè l'alternativa era di dolore e sofferenza.
Grazie al cielo posso stare ancora un po' coi miei figli.
Quella forse era la porta sulla pazzia.
E soprattutto grazie perchè non dovrò litigare con Giuseppe per togliere quell'orrenda tenda rossa!
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