...ci vediamo alla Quercia...

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giovedì 16 aprile 2015

GLI ALTRI SIAMO NOI.


Non lo so perché noi umani ignoriamo il prossimo.
Il prossimo esiste solo se è davvero vicino, tutti coloro che esulano dalle proprie mura domestiche non esistono e se ci sono li percepiamo come una minaccia.
Gli altri sono coloro che ci creano problemi, sono identificati esclusivamente per scaricare le nostre frustrazioni.
E’ più facile indicare il colpevole nel prossimo, che non in noi stessi , per poi esorcizzarlo e avere la certezza che solo estirpandolo risolveremo tutti i problemi.
A me vengono i brividi al semplice ricordare che tale certezza è stata usata per compiere una delle più gravi atrocità contro l’umanità, almeno tra quelle conosciute.
L’Altro fa parte di me ogni giorno e questo mi procura per la maggioranza del tempo solo immani sofferenze.
“E’ sufficiente guardare il telegiornale per capire quanto dolore ci circonda.”
“ Sì, infatti io il TG non lo guardo più.”
“ Bravo, ma queste atrocità accadono lo stesso.”
E’ questo il concetto.
GLI ALTRI SIAMO NOI.
Ricordo una bellissima canzone che cantava Umberto Tozzi con questo titolo, dal testo ancora molto attuale.
- Siamo  tutte vittime e carnefici, ma tanto prima o poi, gli altri siamo noi… -
Forse non rientriamo oggi in una di queste due categorie specifiche, ma nessuno può garantire che mai ci succederà.
La globalizzazione ci pone di fronte alle sofferenze, tragedie e ingiustizie che accadono ogni giorno sulla Terra, ai nostri fratelli umani, perpetuate, nella maggioranza dei casi, da altri esseri umani, se non si tratta di disastri ambientali, eventi naturali che, è sufficiente scavare un po’,per arrivare alla conclusione che sono la conseguenza della cattiva gestione dell’essere umano.
“ E cosa posso fare io per i mali dell’Africa? Le ingiustizie dell’oriente, la corruzione, il riscaldamento globale,  e via di seguito.”
Poco o niente, davvero poco o niente, ma potremmo riconoscere l’esistenza del prossimo e con lui accettare che siamo tutti unici e diversi e le diversità non sono una minaccia, bensì  una ricchezza.
Non temere il prossimo è un passo importante che ci costringe prima ad amare noi stessi e a consolidare la nostra fiducia, l’autostima, riconoscere ed accettare il nostro essere unici e diversi da chiunque altro.

Inevitabilmente l’amore per il prossimo passa prima da noi stessi, per questo io sono convinta che tanto prima o poi, GLI ALTRI SIAMO NOI!





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