Se mi vuoi seguire anche in questa nuova avventura
...ci vediamo alla Quercia...
mercoledì 8 novembre 2017
mercoledì 18 novembre 2015
Assente...quasi giustificata.
L'ultimo post pubblicato il 16 di aprile, sette mesi or sono, ero in ospedale accanto a Giuseppe che aveva appena subito un intervento.
Il suo stato di salute era ormai diventato, a sorpresa, uno stato di malattia che poteva essere debellata solo chirurgicamente, in un primo momento, per poi essere cancellata definitivamente con terapie e medicinali.
Oggi posso dichiarare che, con indicibile forza d'animo, innato spirito positivo e deliziosa voglia di lottare e vivere, Giuseppe è di nuovo libero di creare il suo futuro!
Per questo mi sono presa una pausa...pur sempre ingiustificata, perchè la teoria del FARE non deve mai prevalere su quella dell'ESSERE.
Alla Quercia abbiamo avuto molto da fare, abbiamo conosciuto, rivisto e interagito con tante splendide persone e nel frattempo abbiamo impegnato tutte le nostre energie in direzione della buona salute.
Ma quanto è ripida la salita verso la guarigione? Averla pare scontato, perderla un insulto alla nostra intelligenza, eppure è un attimo.
Dovremmo sentirlo ogni giorno quel senso là, sì dai sto parlando proprio di quello!
Ogni mattina svegliandoci dovremmo sentire il senso di gratitudine per la buona salute che ci è concessa, laddove sia persa una preghiera che ci aiuti a sopportarne l'assenza e ci conceda la tenacia nel desiderare di ripristinarla al più presto e dove questo non fosse più possibile, la fortuna di avere al proprio fianco persone degne d'Amore.
Buona notte amici, la vostra amica assente...quasi giustificata!
Il suo stato di salute era ormai diventato, a sorpresa, uno stato di malattia che poteva essere debellata solo chirurgicamente, in un primo momento, per poi essere cancellata definitivamente con terapie e medicinali.
Oggi posso dichiarare che, con indicibile forza d'animo, innato spirito positivo e deliziosa voglia di lottare e vivere, Giuseppe è di nuovo libero di creare il suo futuro!
Per questo mi sono presa una pausa...pur sempre ingiustificata, perchè la teoria del FARE non deve mai prevalere su quella dell'ESSERE.
Alla Quercia abbiamo avuto molto da fare, abbiamo conosciuto, rivisto e interagito con tante splendide persone e nel frattempo abbiamo impegnato tutte le nostre energie in direzione della buona salute.
Ma quanto è ripida la salita verso la guarigione? Averla pare scontato, perderla un insulto alla nostra intelligenza, eppure è un attimo.
Dovremmo sentirlo ogni giorno quel senso là, sì dai sto parlando proprio di quello!
Ogni mattina svegliandoci dovremmo sentire il senso di gratitudine per la buona salute che ci è concessa, laddove sia persa una preghiera che ci aiuti a sopportarne l'assenza e ci conceda la tenacia nel desiderare di ripristinarla al più presto e dove questo non fosse più possibile, la fortuna di avere al proprio fianco persone degne d'Amore.
Buona notte amici, la vostra amica assente...quasi giustificata!
giovedì 16 aprile 2015
GLI ALTRI SIAMO NOI.
Non lo so
perché noi umani ignoriamo il prossimo.
Il prossimo
esiste solo se è davvero vicino, tutti coloro che esulano dalle proprie mura
domestiche non esistono e se ci sono li percepiamo come una minaccia.
Gli altri
sono coloro che ci creano problemi, sono identificati esclusivamente per
scaricare le nostre frustrazioni.
E’ più
facile indicare il colpevole nel prossimo, che non in noi stessi , per poi
esorcizzarlo e avere la certezza che solo estirpandolo risolveremo tutti i
problemi.
A me vengono
i brividi al semplice ricordare che tale certezza è stata usata per compiere
una delle più gravi atrocità contro l’umanità, almeno tra quelle conosciute.
L’Altro fa
parte di me ogni giorno e questo mi procura per la maggioranza del tempo solo
immani sofferenze.
“E’
sufficiente guardare il telegiornale per capire quanto dolore ci circonda.”
“ Sì,
infatti io il TG non lo guardo più.”
“ Bravo, ma
queste atrocità accadono lo stesso.”
E’ questo il
concetto.
GLI ALTRI
SIAMO NOI.
Ricordo una
bellissima canzone che cantava Umberto Tozzi con questo titolo, dal testo
ancora molto attuale.
- Siamo tutte vittime e carnefici, ma tanto prima o
poi, gli altri siamo noi… -
Forse non
rientriamo oggi in una di queste due categorie specifiche, ma nessuno può
garantire che mai ci succederà.
La
globalizzazione ci pone di fronte alle sofferenze, tragedie e ingiustizie che
accadono ogni giorno sulla Terra, ai nostri fratelli umani, perpetuate, nella
maggioranza dei casi, da altri esseri umani, se non si tratta di disastri
ambientali, eventi naturali che, è sufficiente scavare un po’,per arrivare alla
conclusione che sono la conseguenza della cattiva gestione dell’essere umano.
“ E cosa
posso fare io per i mali dell’Africa? Le ingiustizie dell’oriente, la
corruzione, il riscaldamento globale, e
via di seguito.”
Poco o
niente, davvero poco o niente, ma potremmo riconoscere l’esistenza del prossimo
e con lui accettare che siamo tutti unici e diversi e le diversità non sono una
minaccia, bensì una ricchezza.
Non temere
il prossimo è un passo importante che ci costringe prima ad amare noi stessi e
a consolidare la nostra fiducia, l’autostima, riconoscere ed accettare il
nostro essere unici e diversi da chiunque altro.
Inevitabilmente
l’amore per il prossimo passa prima da noi stessi, per questo io sono convinta
che tanto prima o poi, GLI ALTRI SIAMO NOI!
lunedì 16 marzo 2015
il futuro dei bambini.
Che si abbiano figli oppure no il futuro dei bambini dovrebbe essere un pensiero di tutti.
Bene che ci vada, il figlio dei nostri vicini potrebbe diventare, domani, il direttore della struttura per anziani che ci ospiterà in futuro.
E allora, desiderate per lui genitori caritatevoli, sensibili e dal prominente senso civico; oppure dei menefreghisti intenti a realizzare i propri desideri multimediali, sessuali che si identificano negli status symbol dimenticando il loro dovere di pedagoghi e diventando così l'esempio da seguire per il pargolo che gestirà, con pratica avidità, la vostra senilità latente?
Si dice che in luoghi dove la guerra e la crudeltà umana campeggia ormai da troppo tempo, sia impossibile ristabilire la pace in tempi brevi, questo perchè i bambini sono cresciuti nella disperazione, nell'ingiustizia, nel dolore e lì solo sappiano vivere.
Non hanno altri termini di paragone, non saprebbero fare altrimenti, crescono con l'odio stillato nel cuore, odio e desiderio di vendetta, non di certo sentimenti naturali, bensì, per l'ennesima volta copiati agli adulti, esempi da seguire in onore di un dio, di una patria o chissà cos'altro, padrona della loro mente, capace indubbiamente di soffocare il cuore.
Sono gli esempi a nutrire l'anima dei piccoli della Terra.
I piccoli di oggi saranno i grandi di domani.
Per questo non mi sorprendo davanti al boia-bambino.
Quanti piccoli boia abbiamo sfornato in europa, non hanno la pistola in mano ma parole taglienti come bottiglie rotte in grado di sgozzare il più debole del gruppo, perchè se non sei integrato non sei degno di stare nella società e chi non segue lo status, deve schiattare.
L'odio che abbiamo dentro è come il moto perpetuo delle onde del mare, alimenta in modo contorto tutto il sistema, nessuno ne rimane immune, soprattutto i piccoli innocenti.
Il futuro dei bambini è affar nostro, da adesso, non c'è più tempo!
Buona notte, amici, un augurio d'amore a tutti i piccoli della Terra.
Bene che ci vada, il figlio dei nostri vicini potrebbe diventare, domani, il direttore della struttura per anziani che ci ospiterà in futuro.
E allora, desiderate per lui genitori caritatevoli, sensibili e dal prominente senso civico; oppure dei menefreghisti intenti a realizzare i propri desideri multimediali, sessuali che si identificano negli status symbol dimenticando il loro dovere di pedagoghi e diventando così l'esempio da seguire per il pargolo che gestirà, con pratica avidità, la vostra senilità latente?
Si dice che in luoghi dove la guerra e la crudeltà umana campeggia ormai da troppo tempo, sia impossibile ristabilire la pace in tempi brevi, questo perchè i bambini sono cresciuti nella disperazione, nell'ingiustizia, nel dolore e lì solo sappiano vivere.
Non hanno altri termini di paragone, non saprebbero fare altrimenti, crescono con l'odio stillato nel cuore, odio e desiderio di vendetta, non di certo sentimenti naturali, bensì, per l'ennesima volta copiati agli adulti, esempi da seguire in onore di un dio, di una patria o chissà cos'altro, padrona della loro mente, capace indubbiamente di soffocare il cuore.
Sono gli esempi a nutrire l'anima dei piccoli della Terra.
I piccoli di oggi saranno i grandi di domani.
Per questo non mi sorprendo davanti al boia-bambino.
Quanti piccoli boia abbiamo sfornato in europa, non hanno la pistola in mano ma parole taglienti come bottiglie rotte in grado di sgozzare il più debole del gruppo, perchè se non sei integrato non sei degno di stare nella società e chi non segue lo status, deve schiattare.
L'odio che abbiamo dentro è come il moto perpetuo delle onde del mare, alimenta in modo contorto tutto il sistema, nessuno ne rimane immune, soprattutto i piccoli innocenti.
Il futuro dei bambini è affar nostro, da adesso, non c'è più tempo!
Buona notte, amici, un augurio d'amore a tutti i piccoli della Terra.
lunedì 2 marzo 2015
Il mio ruscello ha voce di donna.
Il
“mio”ruscello ha voce di donna.
Rumoreggia
ai piedi della Quercia e spesso m’attrae in tranelli.
Se gli passo accanto di fretta mi costringe a
rallentare l'andatura e i miei pensieri, allungo l’orecchio perché sono certa d’udire
il vociare di donne allegre che sparlano di mariti e compagni, giocose nel
confidarsi, e quando decido d’unirmi a loro,
in un istante sono già sulla riva del fosso ed ebete ricordo che, dove vivo,
non ci sono donne giovani che arrivino sino Alla Quercia per tornare a casa.
Altre volte,
mentre stendo i panni sul filo, odo risate cristalline, invitanti e attraenti, mollo tutto e corro a vedere se posso ridere
un po’ anch’io e come in trance rincorro l’acqua che scorre, seguo il suo
percorso ritrovandomi in gole nascoste, protette alla vista , in un salto breve
ma intenso che somiglia in tutto e per tutto ad un tuffo al cuore.
Mi capita di
passare di corsa tra le stanze, con mani cariche e schiena rotta e
puntualmente, arrivata vicino al ruscello, sento donne sussurrare preghiere
davanti alla madonnina, le sento ripetere piano le nenie
incantate di
chi chiede aiuto, non posso ignorarle, mi libero da ogni ingombro e, seduta
sulla riva del piccolo corso d’acqua, mi
unisco in preghiera e mi ritrovo sola.
In certe
giornate grigie, quando la pioggia è fitta-fitta tanto da inzupparti fin dentro
l’Anima, non è raro sentire singhiozzi di pianto e angoscia, allora giunge il
momento che anch’io dismetta la teoria del “fare” per quella dell’”essere”.
Mi siedo in riva al fosso ad ascoltare l’acqua che giunge ai miei
piedi, lava la coscienza e scorre via, oltre la vista, oltre la conoscenza,
oltre la mia vita.
Me ne
rimango lì a riempirmi gli occhi della sua corsa fatta di piccoli salti,
mulinelli, grotte, antri umidi e bui e riflessi cristallini in grado di
catturare tutta la luce e restituirla più luminosa, più pura.
V’immergo le
mani e sento il freddo entrare in ogni cellula, ferirmi come mille lame di coltello
e nel dolore mi purifica, mi scioglie mi
prende e porta via con se’.
Come sarebbe
il mio corpo se tutta l’acqua che lo compone decidesse di defluire nel ruscello
e correre verso il mare? Un gheriglio di noce annerito e secco, terribilmente
vuoto.
L’acqua
tornerebbe all’acqua, il mio guscio vuoto alla terra, lo spirito, sbatacchiato
un po’ dal vento vagherebbe curioso qua e là, e l’Anima? Quella torna a casa,
esattamente da dove è venuta, ora non so dirvi dov’è, ma lei lo ricorda, ne
sono certa.
Sì, non v’è
dubbio, l’acqua ha voce di donna.
Buona
settimana amici.
mercoledì 18 febbraio 2015
San Valentino.
“In amore
vince chi fugge”, voglio iniziare le mie considerazioni post-San Valentino con
questo adagio popolare.
Una volta lo
interpretavo come un’esortazione ad essere un po’ misteriosi, lasciar intendere
di desiderare e poi allontanarsi dal soggetto del desiderio per innescare un
effetto fascinoso e incontrovertibile che rende irresistibili.
Se ignoriamo
che spesso non funziona affatto, ma semplicemente concorre a farti affibbiare
la nomea di una/uno che se la tira, oggi lo interpreto in maniera completamente
diversa.
Vince chi
fugge lontano dagli amori malati, quellli che non rispettano il corpo, la
personalità e la libertà altrui,persino la vita.
A gambe
levate, lontano da chi opprime, vessa e costringe a vivere nei sensi di colpa.
Fuggire
coloro che rubano energia, ti levano l’aria, mettono tende e sbarre alle
finestre.
L’Amore non
fa mai male se è tale.
Con questo
non voglio dire che in una coppia che si ama non ci siano momenti difficili,
talvolta dolorosi, bensì sono certa che non sia l’amore a provocarli, piuttosto
la sua assenza, anche temporanea.
Oggi lo urlo
a gran voce, in amore vince chi fugge lontano da chi nega il tuo essere, anche
e soprattutto quello impalpabile e indomabile dello spirito. E’ più facile
farti credere che non ce l’hai, perché se te ne convinci smetti di volare,
smetti di cercare la libertà oltre le sbarre alle finestre.
E’ questo
ciò che penso dell’Amore, vale la pena di vivere solo quello che rende felici,
perché è l’unico e l’autentico.
Sì, lo ripeto a gran voce: "In amore vince chi fugge gli amori che negano l'Amor Proprio"
Amate voi stessi!!!
Peace and Love for everybody.
P.S. La Pace oggi dobbiamo invocarla davvero.
E poi, vogliamo veramente parlare di questo film che spopola da San Valentino? Non credo che la storia di sottomissione d'una donna nei confronti d'un uomo sia tanto originale, è dalla notte dei tempi che è così.
L'unica nota simpatica, davvero ironica che ci riporta coi piedi per terra è che la descrizione dell'uomo in questione è l'insieme di tutte quelle qualità che noi femminucce sogniamo ardentemente in un compagno, pertanto inesistente per definizione!
Riflettiamo amiche mie, tanti anni di lotte e battaglie incenerite in otto euro del biglietto del cinema.
giovedì 5 febbraio 2015
Privilegi.
Se c'è una cosa che ho sempre chiesto d'avere nella vita, quella è la consapevolezza.
Non è per niente facile, richiede un grande sforzo d'anima e una capacità innata d'analisi di tutte le cose, da quelle più piccole e a tratti insignificanti, a quelle più grandi e importanti.
Di una cosa sono particolarmente consapevole in questo momento, ed è il privilegio di vivere esattamente dove vivo, Alla Quercia.
Molti avranno intuito che "Alla Quercia"è per me una condizione mentale e spirituale, rappresenta il luogo ideale, quello che mi fa stare bene.
Ma questo luogo esiste, ha coordinate ben precise e si trova a Pratieghi.
Amo il mio paesino, è un angolo di paradiso.
Ieri pomeriggio ho sentito un trambusto, guardando fuori dalla finestra ho colto una bellissima volpe mentre saltava il ruscello e saliva il pendio, perdendola un attimo dopo tra i rovi. Pochi secondi più tardi è arrivava Celia, la nostra cagnolina, che la rincorreva.
Le ho osservate correre tra i campi, ma poi la volpe s'è infilata nel bosco e...ciao ciao Celia.
Talvolta ho la fortuna d'assistere a scene meravigliose che lasciano in me un segno indelebile, "Tu abiti qui, nel sogno." Spesso me lo dico.
Anche oggi tornavo a casa in auto e andavo molto piano a causa del ghiaccio e ho visto attraversare tre caprioli adulti, due femmine e un maschio.
Si sono fermati in mezzo alla strada, obbligandomi ad attendere che decidessero cosa fare, e in quell'attimo mi sono sentita fortunatissima perchè di solito fuggono come saette, invece stavolta si sono lasciati ammirare, ho trattenuto il fiato.
Alla fine il maschio ha optato per tornare da dove era venuto e dopo che erano rientrati al bordo della strada per riguadagnare il bosco, ho abbassato il finestrino e gli ho urlato: "Fate tanti figli!"
Non è così scontato poter vivere in luoghi in cui gli animali sono ancora liberi e convivono con noi esseri umani.
Proprio di recente ho letto di sette specie animali che spariranno entro cinquant'anni e come al solito l'uomo ne è la causa.
Mi fa arrabbiare quanto poco coscienziosi siamo verso l'umanità a cui tutti apparteniamo, agiamo senza pensare che le nostre azioni d'oggi determinano la qualità della vita degli uomini di domani.
Comunque a Pratieghi l'acqua è buona, l'aria è pulita e la terra non conosce veleni.
C'è un bar, un albergo-ristorante e un Ristoro dell'Anima, "Alla Quercia", poi ci sono abitanti che non raggiungono nemmeno il centinaio d'inverno.
Abbiamo una colonia di gatti selvatici e lupi su per i boschi.
Cieli tersi e neve copiosa.
La criminalità è pressocchè inesistente, l'ultimo crimine è stato commesso ad agosto, quando dei malviventi hanno rubato benzina dal serbatoio di un'auto parcheggiata sulla strada, forse la bravata era dettata più dall'impellente esigenza di carburante, visto che il primo benzinaio è a una quindicina di chilometri.
Chi vive nei sogni spesso rinuncia alle comodità offerte dai mondi ordinati, puliti ed efficienti,
spesso ci sentiamo chiedere: "Ma come siete finiti qui?"
Il bello è che noi qui, in questo paradiso, non siamo finiti...siamo appena cominciati!
Notte notte amici, io e la mia gattina tra poco dormiamo.
giovedì 15 gennaio 2015
Buoni propositi 2015!!!
Non si può soggiornare al Ristoro dell'Anima e restare anonimi, semplici clienti.
Alla Quercia si è ospiti e come tali si otterrà ospitalità.
Ospitare qualcuno non è mai uno scherzo, è piuttosto impegnativo, mette in gioco i sentimenti di entrambe le parti.
Nella prima frazione di secondo in cui ci si stringe la mano per la prima volta, perchè Alla Quercia questa è la prima cosa che si fa', ci si gioca in un certo senso l'anima.
Dirigendosi verso la sala delle colazioni si fanno due chiacchiere sul viaggio e le prime impressioni sulla Riserva dell'Alpe della Luna, ma inconsapevolmente l'incontro d'anime prosegue.
Ci si scruta al di là degli sguardi, ci si annusa per scoprire chi mente, si guarda insieme la stanza e si consegnano le chiavi, ma nel sorriso di congedo è già scritto il soggiorno, il patto è fatto, le nostre anime hanno già pattuito quanto si concederanno a vicenda.
E sono certa che molti di voi lo hanno intuito.
Questo nuovo calendario è appena cominciato, abbiamo già lasciato alle spalle i bilanci di fine anno, restano le promesse che abbiamo fatto a noi stessi e alle persone che amiamo, i propositi che dovrebbero migliorare la nostra vita.
Dal canto mio ho ricevuto più solleciti a scrivere nel blog, amici, conoscenti e ospiti che mi incitano a continuare.
Siamo circondati dalla Bellezza, non sono certa che il mio piccolo blog possa farvi felici, ma confido sul libero arbitrio, se vi fa anche solo un po' di bene, continuerete a leggermi, altrimenti passerete oltre.
Vi abbraccio tutti e vi auguro un anno colmo di buoni propositi.
mercoledì 22 gennaio 2014
Che la notte vi sia lieve.
Da tempo rifletto su una questione che mi pare limpida e nonostante la sua chiarezza mi spinge alla deriva nell'oceano di domande senza risposta.
Se la grande intelligenza dell'Architetto dell'Universo ha reputato più giusto farci nascere tutti indistintamente accanto ad un altro essere vivente, nostra madre, che ci ha guidati ed accolti alla vita e, considerato che a chiunque di noi potrebbe capitare di lasciare questa terra in perfetta solitudine, perchè continuiamo ad aver paura della Morte?
Se ciò che viene dopo il nostro ultimo respiro è così spaventoso, se lasciare questo mondo è così brutto e doloroso, perchè lasciarci soli in un simile frangente?
Può essere che Dio abbia preferito metterci a fianco qualcuno per superare la prova in assoluto più difficile?
Mi piace pensare che sia così, soprattutto in momenti come questo in cui molte delle persone che conosco lottano contro mali incurabili, appesi tra la vita e la morte.
Che la notte vi sia lieve...
Se la grande intelligenza dell'Architetto dell'Universo ha reputato più giusto farci nascere tutti indistintamente accanto ad un altro essere vivente, nostra madre, che ci ha guidati ed accolti alla vita e, considerato che a chiunque di noi potrebbe capitare di lasciare questa terra in perfetta solitudine, perchè continuiamo ad aver paura della Morte?
Se ciò che viene dopo il nostro ultimo respiro è così spaventoso, se lasciare questo mondo è così brutto e doloroso, perchè lasciarci soli in un simile frangente?
Può essere che Dio abbia preferito metterci a fianco qualcuno per superare la prova in assoluto più difficile?
Mi piace pensare che sia così, soprattutto in momenti come questo in cui molte delle persone che conosco lottano contro mali incurabili, appesi tra la vita e la morte.
Che la notte vi sia lieve...
mercoledì 18 dicembre 2013
Viaggio di Natale Gratis Mar Bianco.
In tempi di crisi sento dire frasi sensate, tipo: - Abbiamo tutto, a Natale non desidero niente di materiale, solo di passare del tempo con la mia famiglia e la buona salute.- frasi profonde solo dopo quattro anni di crisi...meglio tardi che mai!
Io invece ho ricevuto un regalo speciale e inaspettato con qualche giorno d'anticipo e mi scuserete se non ha prezzo!
Dopo aver passato svariate ore chiusa in una stanza, sono uscita con le chiavi della macchina in mano e distrattamente mi sono avvicinata all'auto, solo allora ho alzato lo sguardo ed ho visto il mare!
Vi assicuro che ai piedi del Monte Fumaiolo, sull'appennino tosco-emiliano, un bellissimo mare di nebbia ha cancellato tutta la valle.
Alle mie spalle i colori del tramonto lambivano le cime e di fronte quel mare lattiginoso, fermo, immobile, sembrava invitarmi a salire sulla macchina del tempo ed osservare com'era l'Appennino in era Mesozoica, quando l'acqua arrivava fin qui.
Sono salita in auto, piano ho guidato fino a casa e sommessamente ho pianto davanti a quello spettacolo della natura,dopo aver accettato l'offerta di una sosta intermedia fuori programma, destinazione: anno 1983 circa.
- Mettiti la giacca e copriti bene che ti porto a vedere il mare.-
Come il mare? Finalmente lo vedo?
Ero piccolina e il mio papà era il mio eroe che tutto poteva.
Mi vestii in fretta e salii sulla sua fiat 128 rossa, della quale ricordo ancora l'odore dei sedili in similpelle, rigorosamente seduta al suo fianco.
Fuori un gran nebbione, la mamma ci grida in bergamasco: -N'dondariss che 'l ghè la nèbia- traduzione: - Ma dove andrete che c'è la nebbia.-
E a noi che c'importa, il papà ha i super-poteri, non ci può succedere nulla di male!
Guidava piano ma sicuro sù per il monte di Grumello che conosceva bene come le sue tasche.
Con gli occhi sbarrati mi sorprendo di come le nuvole nascondano le case, i prati, s'ingoino persino la strada per vomitarla solo metro per metro mentre proseguiamo nel nostro viaggio.
E poi, di netto, il sole e il mio papà abbatte il muro di nebbia.
Talvolta era sufficiente arrivare al campo sportivo e guardare giù, altre invece dovevamo proseguire verso il Gandosso.
Il tempo di parcheggiare e poi stavamo ad osservare quella sublime distesa di Mar Bianco!
Meraviglia!
Mi sento rapita dal paesaggio inusuale, grata nei confronti di mio padre che m'ha portato qui a godere della vista.
Lì al suo fianco sento la sua mano che stringe la mia, girandomi l'annuso e riconosco l'odore inconfondibile delle Esportazioni senza filtro che fuma instancabilmente e solo allora mi decido ad alzare lo sguardo e lo vedo, giovane e forte e potrei giurare che sono passati solo pochi anni.
- Dom che n'va.- così all'improvviso, come m'ha portato a vedere il mare, mi rimette in macchina e prima di tornare a casa si ferma a bere un bianchino e a salutare tutti gli amici dei cinque bar che incontriamo sulla strada per casa...adorabile mascalzone!!!
Quindi, in tempi di crisi, ritengo che non sia niente male ricevere in regalo un biglietto per un viaggio nel tempo, andata e ritorno e rivedere mio padre.
Buon Natale e salviamola l'economia, compriamo qualcosa, o meglio, venite Alla Quercia ;-)
Ciao amici.
Io invece ho ricevuto un regalo speciale e inaspettato con qualche giorno d'anticipo e mi scuserete se non ha prezzo!
Dopo aver passato svariate ore chiusa in una stanza, sono uscita con le chiavi della macchina in mano e distrattamente mi sono avvicinata all'auto, solo allora ho alzato lo sguardo ed ho visto il mare!
Vi assicuro che ai piedi del Monte Fumaiolo, sull'appennino tosco-emiliano, un bellissimo mare di nebbia ha cancellato tutta la valle.
Alle mie spalle i colori del tramonto lambivano le cime e di fronte quel mare lattiginoso, fermo, immobile, sembrava invitarmi a salire sulla macchina del tempo ed osservare com'era l'Appennino in era Mesozoica, quando l'acqua arrivava fin qui.
Sono salita in auto, piano ho guidato fino a casa e sommessamente ho pianto davanti a quello spettacolo della natura,dopo aver accettato l'offerta di una sosta intermedia fuori programma, destinazione: anno 1983 circa.
- Mettiti la giacca e copriti bene che ti porto a vedere il mare.-
Come il mare? Finalmente lo vedo?
Ero piccolina e il mio papà era il mio eroe che tutto poteva.
Mi vestii in fretta e salii sulla sua fiat 128 rossa, della quale ricordo ancora l'odore dei sedili in similpelle, rigorosamente seduta al suo fianco.
Fuori un gran nebbione, la mamma ci grida in bergamasco: -N'dondariss che 'l ghè la nèbia- traduzione: - Ma dove andrete che c'è la nebbia.-
E a noi che c'importa, il papà ha i super-poteri, non ci può succedere nulla di male!
Guidava piano ma sicuro sù per il monte di Grumello che conosceva bene come le sue tasche.
Con gli occhi sbarrati mi sorprendo di come le nuvole nascondano le case, i prati, s'ingoino persino la strada per vomitarla solo metro per metro mentre proseguiamo nel nostro viaggio.
E poi, di netto, il sole e il mio papà abbatte il muro di nebbia.
Talvolta era sufficiente arrivare al campo sportivo e guardare giù, altre invece dovevamo proseguire verso il Gandosso.
Il tempo di parcheggiare e poi stavamo ad osservare quella sublime distesa di Mar Bianco!
Meraviglia!
Mi sento rapita dal paesaggio inusuale, grata nei confronti di mio padre che m'ha portato qui a godere della vista.
Lì al suo fianco sento la sua mano che stringe la mia, girandomi l'annuso e riconosco l'odore inconfondibile delle Esportazioni senza filtro che fuma instancabilmente e solo allora mi decido ad alzare lo sguardo e lo vedo, giovane e forte e potrei giurare che sono passati solo pochi anni.
- Dom che n'va.- così all'improvviso, come m'ha portato a vedere il mare, mi rimette in macchina e prima di tornare a casa si ferma a bere un bianchino e a salutare tutti gli amici dei cinque bar che incontriamo sulla strada per casa...adorabile mascalzone!!!
Quindi, in tempi di crisi, ritengo che non sia niente male ricevere in regalo un biglietto per un viaggio nel tempo, andata e ritorno e rivedere mio padre.
Buon Natale e salviamola l'economia, compriamo qualcosa, o meglio, venite Alla Quercia ;-)
Ciao amici.
martedì 19 novembre 2013
Comporre il numero.
Quest'oggi ho preso tra le mani il mio cellulare, ho composto rapidamente un numero telefonico ed ho cominciato a parlare a fiume, un monologo durato dieci minuti.
Tempo durante il quale ho trattato argomenti come il meteo, il lavoro, le preoccupazioni, i figli e la necessità di vivere serenamente.
Fino a chiedermi se sono gli uomini felici a cambiare il mondo o quelli infelici?
Sostenevo, all'inizio del mio pensiero, che solo un uomo felice può cambiare in meglio il mondo, magari anche cominciando dal suo piccolo che è la famiglia, allargandosi poi alla sua cerchia d'amicizie.
Se tutti fossimo felici, o facessimo di tutto per esserlo, forse il pianeta Terra sarebbe più vivibile.
Ma si sa, il benessere rende conservatori.
Pertanto il dubbio s'è insinuato nella mia mente: se il cambiamento fosse nelle mani degli infelici, verso quale destino staremmo correndo?
Dubbi non indifferenti, se vogliamo aggiungere che avevo composto il numero della mia dolcissima nonnina, morta qualche tempo fa'.
Quando mi sento un po' nostalgica lo faccio, la chiamo al telefono e affido all'etere le mie parole, certa che le arriveranno dritte al cuore.
Buona serata amici, Alla Quercia sono le ventidue, la Luna fa' capolino dietro alle nuvole e la Vita è bella, che tu faccia parte della categoria Felici o Infelici, e cerchiamo di cambiarlo comunque in meglio questo schifo di mondo!
Vostra Lucy
martedì 15 ottobre 2013
Sbrinando il freezer
Mentre il freezer sbrina, con rumori da scioglimento e distaccamento della calotta polare, mi prendo una mezz'ora di pausa, sgranocchio patatine e scrivo un po'.
Bisogna rubarlo il tempo per poter stare seduti al pc e fare qualcosa che ti piace davvero.
Erano almeno due mesi che avevo messo in agenda un piccolo appunto:
URGENTE: SBRINARE FREEZER
La prima volta mi era stato impossibile, quindi tirai sopra una riga e via la settimana successiva:
URGENTE: sbrinare freezer
Insomma non c'entrava nessuno se anche quella volta avevo avuto altro da fare di più importante, altra riga e scritta alla settimana successiva:
sbrinare freezer
Che poi le faccende più noiose te le appunti di lunedì, che tanto è un giorno orrendo di suo ed hai davanti ancora almeno cinque giorni per far slittare l'incombenza.
La settimana successiva volti la pagina e trovi scritto:
freezer
Ormai ero arrivata ad appuntare nell'angolo in alto a destra:
fr
E poi, a forza di rimandare, arrivi al punto di non ritorno, che se avessi scelto di cucinare ai miei bimbi i bastoncini di pesce, prima dovevo scendere nel locale caldaia, aprire la cassetta degli attrezzi e munirmi di scalpello e martello per distaccare la confezione dal blocco di ghiaccio che inglobava tutto il contenuto del cassetto
.
Ma dai Lucy, perchè ti riduci a tanto?
Ma perchè non c'è tempo, la maggioranza lo uso per pulire, riordinare, sistemare e non mi basta mai, quel poco che avanza lo devo usare per fare cose noiose come stendere, ritirare piegare,stirare e sistemare i panni, e poi vogliamo parlare del pulire i vetri?
A tutti piace avere una casa in ordine e pulita, ma quanta fatica ci costa?
Mentre attendo guardo le foto che ho appeso qua e là per la casa e penso.
Mi sono soffermata alla foto del viaggio di nozze dei genitori di Giuseppe, la mamma alta, bella ed elegante nel suo cappotto chiaro fino alle caviglie e suo padre in abito scuro con cravatta e gillet e sullo sfondo la cupola di San Pietro.
Mi sembra di cogliere nello sguardo di lei un interrogativo, forse una preoccupazione.
Mi alzo e vado altrove a spiare Giuseppe che appena ventenne mi guarda sornione con la sua bella zazzera ricciuta intatta.
E' appoggiato ad una scrivania e dietro di lui ci sono pile di libri da studiare.
Cerco d'indovinare i suoi pensieri ma poi li fermo subito perchè m'arrivano valanghe d'immagini e storie ed ora devo andare a controllare a che punto della fine dell'era glaciale sono arrivata.
Per ultimo però posto questa foto sbiadita:
Siamo io e mio fratello Giovanni.
Adoro le foto che sbiadiscono, adoro leggere i pensieri frizzanti di quel bambino, che è il mio fratello maggiore e sapermi ancora lì fra le sue braccia bambine, in un eterno viaggio nel tempo, fermato in un istante da uno scatto di trentasei anni fa!
Cosa ci perdiamo in cambio d'immagini digitali che non scolorano mai.
Ed ora nuovo appunto sull'agenda:
URGENTE: STAMPA FOTO DEI TUOI FIGLI!
Bisogna rubarlo il tempo per poter stare seduti al pc e fare qualcosa che ti piace davvero.
Erano almeno due mesi che avevo messo in agenda un piccolo appunto:
URGENTE: SBRINARE FREEZER
La prima volta mi era stato impossibile, quindi tirai sopra una riga e via la settimana successiva:
URGENTE: sbrinare freezer
Insomma non c'entrava nessuno se anche quella volta avevo avuto altro da fare di più importante, altra riga e scritta alla settimana successiva:
sbrinare freezer
Che poi le faccende più noiose te le appunti di lunedì, che tanto è un giorno orrendo di suo ed hai davanti ancora almeno cinque giorni per far slittare l'incombenza.
La settimana successiva volti la pagina e trovi scritto:
freezer
Ormai ero arrivata ad appuntare nell'angolo in alto a destra:
fr
E poi, a forza di rimandare, arrivi al punto di non ritorno, che se avessi scelto di cucinare ai miei bimbi i bastoncini di pesce, prima dovevo scendere nel locale caldaia, aprire la cassetta degli attrezzi e munirmi di scalpello e martello per distaccare la confezione dal blocco di ghiaccio che inglobava tutto il contenuto del cassetto
.
Ma dai Lucy, perchè ti riduci a tanto?
Ma perchè non c'è tempo, la maggioranza lo uso per pulire, riordinare, sistemare e non mi basta mai, quel poco che avanza lo devo usare per fare cose noiose come stendere, ritirare piegare,stirare e sistemare i panni, e poi vogliamo parlare del pulire i vetri?
A tutti piace avere una casa in ordine e pulita, ma quanta fatica ci costa?
Mentre attendo guardo le foto che ho appeso qua e là per la casa e penso.
Mi sono soffermata alla foto del viaggio di nozze dei genitori di Giuseppe, la mamma alta, bella ed elegante nel suo cappotto chiaro fino alle caviglie e suo padre in abito scuro con cravatta e gillet e sullo sfondo la cupola di San Pietro.
Mi sembra di cogliere nello sguardo di lei un interrogativo, forse una preoccupazione.
Mi alzo e vado altrove a spiare Giuseppe che appena ventenne mi guarda sornione con la sua bella zazzera ricciuta intatta.
E' appoggiato ad una scrivania e dietro di lui ci sono pile di libri da studiare.
Cerco d'indovinare i suoi pensieri ma poi li fermo subito perchè m'arrivano valanghe d'immagini e storie ed ora devo andare a controllare a che punto della fine dell'era glaciale sono arrivata.
Per ultimo però posto questa foto sbiadita:
Siamo io e mio fratello Giovanni.
Adoro le foto che sbiadiscono, adoro leggere i pensieri frizzanti di quel bambino, che è il mio fratello maggiore e sapermi ancora lì fra le sue braccia bambine, in un eterno viaggio nel tempo, fermato in un istante da uno scatto di trentasei anni fa!
Cosa ci perdiamo in cambio d'immagini digitali che non scolorano mai.
Ed ora nuovo appunto sull'agenda:
URGENTE: STAMPA FOTO DEI TUOI FIGLI!
martedì 8 ottobre 2013
Talvolta il destino...
Ross era un gattino speciale, raccolto da una pianta, letteralmente!
Mamma gatta lo aveva partorito, assieme alle sue due sorelline, nell'incavo d'un salice proprio di fronte all'entrata della Quercia.
Io li tenevo d'occhio da tempo, osservavo gli spostamenti della mammina premurosa che rintanava con topolino e uccellini tra le fauci.
Finchè un giorno, inspiegabilmente, ho giudicato insufficienti le capacità della bravissima cacciatrice, mi sono caricata in spalla una scala a pioli e l'ho appoggiata al tronco del salice.
Avevo le tasche piene di crocchette.
I micini erano spaventati dalla mia presenza, tutti tranne uno che combatteva tra l'istinto di sopravvivenza e la curiosità tipica dei piccoli.
Un giorno lo scippai al salice, e lo portai Alla Quercia!
Sergio lo battezzò Rossetto, in onore del suo bellissimo pelo fulvo contrastato da due occhioni azzurri tenerissimi.
Ha allietato la nostra casa con coccole, fusa, giochi da cuccioli, amicizia con Celia, la nostra cagnolina, un po' meno con Pablito, gatto che per primo abbiamo adottato.
I nostri ospiti lo adoravano, l'hanno riempito di coccole, immortalato in migliaia di foto, addirittura mi chiedevano la concessione di portarselo a casa!
Una brutta mattina d'agosto, un cane da fuori lo azzannò alla pancia e lui morì perchè l'aria gli scivolava via da quei buchi.
I miei bimbi piangevano, mia sorella piangeva, io piangevo mentre lo accompagnavo di là.
Alla sepoltura eravamo in undici, io e Jose, Andrea e Sergio inconsolabili, Tommaso che li ha aiutati a scrivere la lapide, Christian, la zia Katia, Flavia che teneva a braccetto Ivana, che il solo vedere piangere i bimbi le faceva stringere il cuore, ed infine Ceci e Fill che col loro amore luminoso disegnavano una corona di luce attorno alla scena surreale.
Ma il destino è sorprendente e le coincidenze non esistono, me lo ha spiegato poi Andrea come è andata la storia che sto per raccontarvi connessa a questa, ma nuova, come se, al salice dell'inizio del racconto, fosse stato maltolto un ramo, per porvi l'innesto d'un albero da frutto.
Nel pomeriggio, mi chiamarono Fabio e Ilaria: "Luciana, siamo a Badia, mentre visitavamo il paese abbiamo incontrato un gatto abbandonato, è bellissimo, dolce, più o meno della stessa dimensione di Rossetto..."
Io titubavo, se ne era andato solo da sei ore: "...e poi Luciana - lo sentii esitare- è uguale a Ross."
"Allora non lo voglio!" Giuseppe a quel punto mi tolse il telefono dalle mani e si espresse " Fabio, portalo subito Alla Quercia, lo prendiamo."
Sempre così, quando vedo la discesa io freno e Jose spinge sull'accelaratore, perfortuna!
Dopo mezz'ora arrivò un gattino pulcioso e spaventatissimo, ma docile e sottomesso.
Rimanemmo tutti senza fiato a vederlo tanto simile al cucciolo che avevamo da poco seppellito, persino il cane corse ad annusarlo, smarrita.
Da allora vive con noi Lèon, Leone Italo, era un gatto domestico abbandonato per strada.
Non lo abbiamo mai considerato un sostituto di Ross, tant'è vero che un giorno raggiunsi Andrea alla tomba del gattino sotto al noce, lo abbracciai mentre piangeva e lui mi spiegò una cosa bellissima.
"Lo sai mamma che Rossetto, il giorno che morì, fece un giro intorno al paese prima d'andare in cielo e vide Lèon tutto solo e triste che vagava per le strade, allora pensò che poteva venire a casa nostra a consolarci e fece in modo che i nostri ospiti lo incontrassero e lo portassero da noi, è stato lui a farci arrivare Lèon!"
Da quel giorno non l'ho più visto piangere per Rossetto, da quel giorno ripenso a quel brutto evento come a qualcosa di magico.
Al B&B abbiamo vissuto giorni di meraviglia pura e tutti quelli che arrivavano volevano sentire la storia del gatto nato su un salice, che visse felice Alla Quercia e che ora riposa ai piedi del noce!
Buon Autunno amici miei!
mercoledì 18 settembre 2013
La stagione estiva pare già finita, primi assaggi d'autunno sull'Appennino e l'Italia intera, e prima di chiudere questo capitolo, la Quercia sente di dover ringraziare tutti gli amici che sono venuti a farle visita.
Ci siamo divertiti, abbiamo fatto musica insieme e l'abbiamo portata nella bellissima cittadina di Sansepolcro, abbiamo sfornato chili di pane, torte e pizze.
Bevuto innumerevoli caffè, cappuccini, litri di succhi e anche di vino e limoncello.
Ma soprattutto abbiamo chiacchierato, abbiamo riso, anche pianto...abbiamo avuto la possibilità di confrontarci, di raccontarci e talvolta anche di fare confidenze e liberarci di qualche peso.
Molti hanno voluto visitare la Quercia, si sono seduti sotto le sue fronde e lì hanno sentito la Pace.
Noi italiani ci siamo stretti nelle nostre disgrazie politiche, ci siamo infuriati, abbiamo fatto dell'auto ironia, il tutto rigorosamente attorno ad una tavola, come il meglio della nostra tradizione.
Abbiamo dimenticato telefonini in camera o nella borsetta, chiuso i nostri tablet e preferito parlare tra noi.
Ci siamo seduti al tavolo con un po' d'imbarazzo perché non ci si conosceva e ci si alzava con le gambe un po' instabili, grandi sorrisi sulle labbra e pacche sulle spalle come augurio di una buona notte.
La Quercia ringrazia di cuore tutti voi che siete passati lasciando un segno.
Grazie per i complimenti ricevuti, gli incoraggiamenti e talvolta il tifo da stadio che ci incita a continuare in questa direzione d'ospitalità fraterna, rivolta a ristorare corpo e anima di chi si affida alle nostre cure.
Grazie per i consigli e le critiche costruttive che ci spronano a migliorare sempre.
Insomma, grazie per aver scelto di trascorrere un po' del vostro prezioso tempo Alla quercia, Il Ristoro dell'Anima!
P.S. L'autunno nella Riserva dell'Alpe della Luna è meraviglioso, una sinfonia di colori e profumi che inebria Anima e Corpo...ti aspettiamo Alla Quercia!
Ci siamo divertiti, abbiamo fatto musica insieme e l'abbiamo portata nella bellissima cittadina di Sansepolcro, abbiamo sfornato chili di pane, torte e pizze.
Bevuto innumerevoli caffè, cappuccini, litri di succhi e anche di vino e limoncello.
Molti hanno voluto visitare la Quercia, si sono seduti sotto le sue fronde e lì hanno sentito la Pace.
Noi italiani ci siamo stretti nelle nostre disgrazie politiche, ci siamo infuriati, abbiamo fatto dell'auto ironia, il tutto rigorosamente attorno ad una tavola, come il meglio della nostra tradizione.
Abbiamo dimenticato telefonini in camera o nella borsetta, chiuso i nostri tablet e preferito parlare tra noi.
Ci siamo seduti al tavolo con un po' d'imbarazzo perché non ci si conosceva e ci si alzava con le gambe un po' instabili, grandi sorrisi sulle labbra e pacche sulle spalle come augurio di una buona notte.
La Quercia ringrazia di cuore tutti voi che siete passati lasciando un segno.
Grazie per i complimenti ricevuti, gli incoraggiamenti e talvolta il tifo da stadio che ci incita a continuare in questa direzione d'ospitalità fraterna, rivolta a ristorare corpo e anima di chi si affida alle nostre cure.
Grazie per i consigli e le critiche costruttive che ci spronano a migliorare sempre.
Insomma, grazie per aver scelto di trascorrere un po' del vostro prezioso tempo Alla quercia, Il Ristoro dell'Anima!
P.S. L'autunno nella Riserva dell'Alpe della Luna è meraviglioso, una sinfonia di colori e profumi che inebria Anima e Corpo...ti aspettiamo Alla Quercia!
venerdì 11 maggio 2012
Magia dei sensi.
L'ho fatto di nuovo, ma non era mia intenzione stavolta!
Sono stata a Pieve Santo Stefano, un borgo molto carino vicino a Badia Tedalda.
Per raggiungerlo si supera il passo di Viamaggio e si attraversano ettari di bosco.
Oggi la giornata è limpida, l'aria frizza e il sole è caldo, tutti i colori della primavera prendono forma e pare che rendano tutto più gonfio, rigoglioso, se si osserva la limpidezza di tutta questa natura che riempie gli occhi si potrebbe perdere la ragione.
Viaggiavo coi finestrini abbassati ed entrava un profumo di stagione che mi ha stordito i sensi addormentati da anni di città, era un misto di erba nuova, fiori di campo, castagno, pioppi, muschio appena nato, funghi nascosti e chissà quanto altro e la mia testa ha cominciato a prendere il volo.
La commisione che dovevo assolvere a Pieve non è delle più simpatiche, infatti ho consegnato i documenti per la demolizione della mia auto con la quale ho subìto un incidente all'incirca un mese fa', mentre camminavo per la strada ho risentito il verso delle rondini sopra la mia testa e d'istinto ho alzato gli occhi al cielo.
Naturalmente mi sono stampata sul cofano di una macchina parcheggiata perchè camminare col naso all'insù per una strada provinciale non è mai consigliabile, ma io non resisto al loro richiamo, se potessi mi farei spuntare le ali sulla schiena alla x-men e le rincorrerei nel cielo limpido.
Era un gruppo numeroso che giocava e garriva nei pressi della chiesa, dove le case sono le più vecchie e i coppi dei tetti sono quelli adatti ad accoglierne i nidi, perchè qui gli spuntoni per allontanarle ancora non sono arrivati.
Se al "profumo dei boschi", aggiungiamo "richiamo delle rondini" si ottiene una pozione per me talmente magica da riuscire a farmi viaggiare nel tempo-spazio in un millesimo di secondo, a quando esisteva ancora un rapporto natura-uomo nel quale la prima era padrona incontrastata e il secondo amico fedele.
Davanti agli occhi l'immagine dei sandaletti di gomma trasparente, la mamma che sparecchia la tavola con quel rumore di stoviglie che cozzano tra loro, e tu, che piccolo come sei, stai combattendo tra la pesantezza del pomeriggio in arrivo che preme sulle le tue palpebre e l'ingiustizia dell'ora del riposino durante il quale il cortile si faceva silenzioso ed assolato.
Mi sono rivista fanciulla, con gli occhi pesanti dal sonno un attimo prima di chiuderli, che guardo fuori dalla finestra e vedo loro, spregiudicatamente libere nel cielo azzurro che strillano e si rincorrono...le rondini.
Inutile ammettere che ho versato qualche lacrima salutando la mia macchinina, "Isotta" era il suo nome: -Ma come si fa a piangere per un auto?- mi sono pure chiesta, ma oramai ero presa nel vortice delle emozioni e dei viaggi nel tempo e non si può discutere di raziocinio col nostro cuore sollecitato dai sensi.
Così sono tornata a casa, lamentandomi del fatto che da noi le rondini non sono ancora arrivate, forse perchè a mille metri d'altitudine fa ancora troppo fresco, eppure c'è un gruppo di case abbandonate che farebbe proprio al caso loro e blah blah blah.
Giuseppe, uomo educato, fingeva d'ascoltarmi.
Ho preparato due piadine e seduti sotto la tettoia all'aperto ho ricominciato il mio piagnisteo: -Vedi che qui non ci sono?-
Stavolta l'espediente di Jose per non rispondere era la bocca piena, così facendo sperava che mi spegnessi da sola, ma all'improvviso si è quasi strozzato con un boccone per indicarmi in cielo una distaccatura delle rondini di Pieve, tre in formazione d'avanscoperta. Un sussulto al cuore!
- La casa è lììììì. - Ho urlato indicandogliela - E' liberaaaaa. -
- E' incredibile, pare che ti abbiamo seguito!-
- Baby, tutto questo non è incredibile per la Lucy. - ho risposto in perfetto tono da x-girl.
Benvenute care amiche rondini, spero in un rapido vostro trasloco, e buona primavera a tutti voi, augurandovi di tutto cuore di sentire la Natura che vi parla!
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