...ci vediamo alla Quercia...

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martedì 20 marzo 2012

E se tu ne fossi testimone?

La lingua di sabbia prima della battigia danzava lucida nel caldo infernale del primo pomeriggio, poche persone erano rimaste in spiaggia.
Odore di olio solare al cocco degli irriducibili fanatici dell’abbronzatura, anguria e l’acre puzzo di mare misto a quello della spiaggia rovente, nessuno osava mettere piede sul tappeto ardente.
Gli altoparlanti gracchiavano pubblicità di eventi notturni in discoteche favoleggianti, alternati a promesse di rivivere vacanze da “Romagna e Sangiovese”  ai quali nessuno prestava attenzione, tutti intenti a sonnecchiare sotto gli ombrelloni e a perdersi nei sogni confusi di chi ha pochi minuti per riposare.
E poi successe.
Un urlo straziante squarciò la noia di un pomeriggio immobile.
Qualcuno si agitava nell’acqua, si vedevano gli schizzi dei tentativi di arrampicarsi sul muro viscido di quell’invisibile pozzo che lo stava inghiottendo.
Molti accorsero al richiamo, più per curiosità che mero spirito eroico, i più restarono al loro posto coi piedi al riparo da ustioni ma con lo sguardo rivolto alla tragedia imminente.
Era quell’ora lì, l’ora in cui il cartello dichiarava candidamente che la spiaggia era priva di servizio di salvataggio.
Passarono istanti terribili in cui la gente si guardava attorno per capire se, proprio oggi, sarebbe toccato a uno di loro vestire i panni dell’eroe.
Eccolo arrivare, alto, giovane e prestante, sguardo fisso nel punto in cui gli schizzi disperati cominciavano a diminuire in maniera preoccupante, segno che la lotta per la sopravvivenza stava arrivando alla fine.
Aveva un incedere rapido, ma non correva, sembrava dondolare sulla sabbia, muoveva a ritmo le braccia lunghe.
Era già finita la spiaggia o iniziato il mare, ma lui continuava a camminare, i suoi piedi non sentivano il bruciante calore della sabbia arroventata, non necessitavano dell’acqua per spegnerne i fumi, i suoi piedi camminavano e basta, non si fermavano.
Si fece silenzio nelle menti di chi assisteva all’evento, chi era entrato in acqua convinto di poter aiutare si bloccò all’istante.
Fu necessario stringere forte gli occhi e riaprirli per credere che ciò che stava accadendo non fosse un’illusione ottica, a bocca aperta, il fiato corto e mille domande a ronzare nella testa.
Raggiunse il ragazzo in difficoltà che, ormai allo stremo, era stato vinto dalla paura e persa la speranza, si stava lasciando inghiottire dal buco d’acqua in cui era finito.
Quell’essere si chinò sul ciglio di tutta quella disperazione, lo prese forte per un braccio, lo alzò estraendolo dalla rassegnazione e assicurandolo tra le sue braccia sembrò accennare ad un sorriso.
Con lo stesso incedere deciso e danzante si girò verso la spiaggia e con lo sguardo tranquillo di chi sa, tornò sulla riva.
Appoggiò delicatamente il corpo esausto del giovane sulla sabbia e lo aiutò a vomitare l’acqua di mare che gli impediva di respirare a pieni polmoni.
Nessun gruppo di persone curiose attorno al salvataggio perchè nessuno osava muoversi  o avvicinarsi.
Sorpresa, incredulità, terrore, persino una punta di disgusto aleggiavano nell’aria.
Dopo essersi assicurato che il ragazzo stesse meglio, alzò il suo sguardo, li guardò tutti nello stesso istante e loro capirono che non avrebbero capito nulla e cosa più evidente che lui ne era consapevole. Si avvicinò alla prima persona a lui prossima, gli mise una mano sulla spalla quasi a scuoterlo e parlò.
Poi , com’era arrivato, se ne andò dondolando sulla sabbia rovente, dondolando lucido, proiettato fuori da ogni coscienza.
Qualcuno avrebbe dovuto fermarlo, avrebbe dovuto chiedere, fare domande, qualcuno gli avrebbe dovuto impedire d’andarsene, doveva delle spiegazioni.
Nessuno lo fece e lui se ne andò.

Si levò alto nel cielo lo strepitare urgente di una sirena in arrivo, i soccorsi sarebbero arrivati ad istanti.
Tutti si riscossero dal sogno, si guardavano negli occhi per capire se anche gli altri avessero visto lo stesso prodigio o se il caldo aveva fatto brutti scherzi.
Solo allora corsero verso il ragazzo che se ne stava sdraiato sulla battigia a ringraziare il cielo d’essere ancora vivo.
Altri si avvicinarono al mare, ci misero i piedi ma non osarono camminare oltre la prima lingua che accarezza la sabbia per non rompere la magia.

Chi di loro avrebbe avuto la forza, il coraggio e la pazzia necessaria per dichiarare a voce alta che un altro essere,  dall’aspetto umano, aveva salvato un fratello che stava annegando nelle stesse acque sulle quali lui aveva camminato?

lunedì 12 marzo 2012

Sognare mani.

Penso che la cosa più faticosa che io abbia fatto in vita mia sia credere nei sogni.
Non sto facendo ironia, l'ho provato più volte sulla mia pelle e anche sul mio corpo.
Ogni volta che ho creduto e portato avanti un sogno sino alla sua realizzazione, ne sono uscita fisicamente e mentalmente provata, ma certo, lo spirito è in esultanza perenne, il tutto sta nel ricordare costantemente quali sono i sogni realizzati e renderne grazie ogni giorno.
Ce ne sono alcuni che realizziamo da giovani o addirittura da piccoli ed è facile dimenticarsene, invece è bene non commettere questo errore e ringraziare sempre la stella cadente o le candeline che abbiamo spento con quel piglio concentrato o quando in lacrime davanti allo specchio abbiamo fatto una promessa a noi stessi, in tutti i casi ci siamo impegnati e, a occhi serrati, abbiamo espresso un desiderio.
Bene, se negli anni, con tanta fatica, a momenti alternati di disperazione e gioia, alla fine abbiamo raggiunto l'obiettivo, allora non dobbiamo mai e poi mai scordarcene.
Oggi ho un sogno per le mani che mi costa tantissimo, anzi, giusto un paio.
E' più facile credere in Dio che credere fino in fondo a sè stessi, e questa penso sia la condizione principale per realizzare un sogno.
Perchè in Dio sono in molti a crederci e se per un attimo perdi la fede e poi la ritrovi, ci saranno sempre un miliardo di persone che ti danno il bentornato, pacche sulle spalle e grandi sorrisi e tutti ti avranno perdonato in un istante.
Se sei in corsa per realizzare un sogno non sono concessi ripensamenti, anche solo temporanei, solo qualche cedimento morale che è bene farsi passare velocemente, perchè là fuori pare che ci siano solo avvoltoi che attendono la tua rovina e se tu smetti di credere in te stesso, stai certo che non ci saranno pacche sulle spalle ad attenderti, bensì qualcuno avrà già gentilmente pensato di stampare il tuo necrologio.
Sono veramente pochi quelli che credono in noi e il solo sapere che esistono ci fa bene al cuore, ma non si può rimanere con loro a farsi coccolare tutto il tempo, la cosa veramente essenziale è credere in noi stessi!
Bisogna tirarsi in dietro le maniche e dimostrare con caparbietà all'Universo che in quel sogno noi ci crediamo davvero e per questo siamo disposti a comprometterci senza ripensamenti.
Insomma, in altre parole, fare il salto convinti che alla fine voleremo, senza paracadute sulle spalle, in caso di schianto ci faremo molto male e piangeremo per un tempo indefinito, ma dalle ferite si guarisce e se si vuole qualcosa s'impara sempre, quindi lezione primaria: CREDERE IN SE STESSI.
Il mio sogno ha modellato il mio corpo, muta il mio pensiero, mi costringe a cambiare idea continuamente, a discutere tutte le certezze che il mondo mi suggerisce come modelli da seguire ciecamente.
Spesso mi capita di vedere donne molto curate nell'aspetto, con mani impeccabili e unghie che paiono piccole opere d'arte, le adoro!
Tuttavia le mie mani oggi sono l'esatto contrario, porto unghie corte la mia pelle è ruvida, in alcuni punti pure lacerata e segnata da piccoli calli.
Da tempo per realizzare il mio sogno lavoro duramente con le mie mani.
Vanga alla mano sposto terra, spalo la neve, accatasto la legna, interro piante, livello la ghiaia sul vialetto, poso le pietre, a fine giornata il mio corpo è indolenzito, le mie mani sono orrende, le lavo col sapone, le rendo un po' più morbide con la crema profumata e poi, prima di buttarmi nel letto sfinita, accarezzo piano i miei amori, e benedicendoli ringrazio il Cielo perchè ciacuno di loro rappresenta un sogno realizzato.
Non si sono mai lamentati della ruvidità delle mie coccole, bensì non è raro sentirli pronunciare: "Come sono profumate le tue carezze!".
Con la mente mi riportano a quando io ero bambina e la mamma, la "Lullu", nonostante arrivasse esausta a sera, non ci faceva mai mancare una tenerezza, ed io ricordo la sua dolcezza mentre mi arrotolavo in un abbraccio caldo, con la faccia schiacciata al suo seno, intenta ad annusarla.
Sapeva di verdure con le quali aveva preparato la cena, di fatica e poi quell'odore dolce e acro di mamma, che è solo suo, tipico e aspettavo le sue carezze fatte con mani callose e ruvide che profumavano di glicerina mista a candeggina.
Rideva lei mentre mi frizionava la schiena perchè sapeva che adoravo i grattini dolci e lievi e le sue mani grinzose erano perfette.
Insomma un massaggio per l'Anima da parte di mani che non si risparmiano, che operano tutti i giorni per realizzare sogni, per mantenere la familia, per dare dignità all'essere umano e soprattutto alle donne che lavorano giornalmente e dimostrano che anche senza le unghie perfette rimangono pur sempre il cardine sul quale ruota l'Amore.

mercoledì 7 marzo 2012


Chi siamo?


Al B&B Alla Quercia il ristoro dell'Anima abita una famiglia composta da quattro persone:

Giuseppe, Luciana e i loro due figli Andrea e Sergio di tre e cinque anni, e poi c'è Pablito, il gatto.
Parliamo fluentemente francese e portoghese perchè abbiamo vissuto in paesi lusofoni e francofoni, ce la caviamo con lo spagnolo e l'inglese.
Abbiamo viaggiato e vissuto all'estero per alcuni anni e poi abbiamo deciso di mettere radici e dopo lunghe ricerche abbiamo trovato Lusato.
Lusato è una località della frazione di Pratieghi, del paese di Badia Tedalda, in provincia d'Arezzo, sull'appennino tosco-romagnolo della variegata regione Toscana, insomma, viviamo nella matrioska più piccola di una poliedrica parte d'Italia che è tipica dei piccoli borghi.
Lusato rispecchia tutte le caratteristiche che cercavamo in quel luogo che avremmo potuto chiamare casa perchè è immerso nel verde e ci permette di osservare il cielo coi suoi astri e di seguine gli "umori".
L''acqua proviene da una fonte sorgiva a pochi metri da casa e, inoltre, a fianco della proprietà lambisce un ruscelletto che con il suo gorgheggiare allieta l'anima.
Cercavamo un posto nel quale ci fosse sufficiente spazio per rimanere assorti nell'incanto della natura in completo silenzio e qui a Lusato tutto questo c'è e il contatto con la Natura è costante e fortemente presente in tutte le sue forme, da quelle più sorprendenti e piacevoli a quelle più furenti e incontrollabili (quest'inverno per esempio siamo stati sommersi da tre metri di neve con notti rigide che arrivavano sino a -18°).
Desideravamo poi poter condividere con il prossimo tutto questo e offrire la nostra visuale di vita a chi fosse desideroso o semplicemente curioso di sapere come si sta fuori dai centri urbani, semplicemente sospesi tra cielo e prati, dove per raggiungere tutto quello che per la maggioranza delle persone è definito indispensabile ci vuole tempo, tempo che qui si allunga, sfalsa la sua corsa e lo puoi trovare coi piedi immersi in uno dei tanti corsi d'acqua pura e cristallina.
Infine, per ultimo ma non meno importante, pensiamo sia il luogo ideale per trasmettere ai nostri figli i valori in cui crediamo.
Qui troverete una famiglia composta da persone che amano la semplicità e al tempo stesso la complicata natura dell'essere umano, adorano stare in buona compagnia e godere delle cose belle della vita.
Ci piace mangiare bene, visitare posti nuovi, apprezziamo l'arte in tutte le sue forme e non nascondiamo una passione particolare per gli artisti, che sono pazzi ed egocentrici lo sappiamo, ma danno sale alla vita.
Siamo del parere che la vacanza è bella se si sta in un albergo full-optional, ma se si è ospiti d'una famiglia che affitta delle belle camere in un posto magico e offre in più un sorriso e una chiacchierata...beh, provate e vedrete come ci si sta!

Perchè passare del tempo al B&B alla Quercia il Ristoro dell'Anima.
La vacanza è una bolla di tempo che fa sentire più leggeri e solleva al di sopra della vita quotidiana  permettendo di visitare luoghi sconosciuti e conoscere persone che altrimenti non avremmo mai incrociato sul nostro cammino usuale.


Rappresenta il tempo dell'"Essere" contro quello del "Fare".

Normalmente si è costretti a fare migliaia di cose durante una giornata lavorativa ed alla fine tutto ciò che si fà suggerisce, a chi ci sta attorno, l'immagine distorta di chi siamo.

In vacanza si vive il percorso inverso. Rallentando il ritmo, rilassandosi e godendo dei luoghi scelti per ristorare il corpo e la mente, si torna ad essere chi siamo, la nostra natura si svela e si decide di ricominciare a leggere i libri che da tempo desideravamo leggere, ascoltare la musica che ci fa bene, si passano ore a passeggiare immersi nella natura, ci si sorprende ancora dei colori d'un tramonto e gustiamo il cibo che abbiamo scelto con cura. Persino un panino con burro e marmellata ed un caffè caldo presi mollemente seduti all'aperto, ci sembra che abbiano un sapore indimenticabile.

Questo è il compito ambizioso del nostro B&B, suggerirvi di vivere una vacanza all'insegna dell'" Essere" per poter scegliere cosa "Fare" con più consapevolezza, affinchè tutto ciò che deciderete di vivere qui da noi possa risultare indimenticabile, rilassante e utile a ricaricarvi energeticamente.
In quattro parole: Il Ristoro dell'Anima!

giovedì 1 marzo 2012

Ciao a tutti,
scusate se mi permetto di scrivere al posto di Luciana, ma stasera non me la sentivo di limitarmi a guardarla "tastolare" fastidiosamente su quella cosa, muove rapida le sue dita e non posso nemmeno divertirmi a morderle un mignolo che tiene all'insù, perchè so già che mi butterebbe per terra e cick, ciok, mi disturba mentre cerco di prendere sonno sdraiato sulla stampante accesa e tiepida.
E' rientrata da poco, ha messo i cuccioli a letto, me ne sarei stato volentieri ai piedi di Andrea, lui si muove molto meno di Sergio mentre dorme, inoltre è più freddoloso e il suo letto è dotato di un doppio piumone mordidoso che quando mi sdraio mi sembra di avere le penne anche a me.
Li ha messi a letto e poi ha infilato il cappotto ed è uscita, senza farmi vedere sono salito sulla finestra della cucina, e l'ho osservata mentre guardava il cielo.
A volte mi sembra un bell'animale, mi sembra che anche lei annusi la notte; ha un buon odore la notte campagnola, chissà se l'ha sentito il topolino che veniva a farci visita durante le notti gelate di bufere di neve.
Credo che mi capisca, non teme i miei occhi gialli a clessidra, rispetta i miei artigli, penso che addirittura m'invidi la coda, ma è pur sempre un animale strano.
Lei annusa la notte e poi rientra in casa, inconcepibile!
Dalla grande finestra ho già visto la Luna alta nel cielo, le stelle limpide e senza mettere il naso fuori so che non fa nemmeno tanto freddo e mentre lei si siederà davanti a questa scatola azzurrognola e batterà veloce sui tasti, beh, io vado a scorrazzare libero nei campi qui di fronte, libererò le mie viscere e una volta più leggero correrò giù in paese, stasera c'è un ritrovo segreto tra felini.
Canteremo tutti assieme, sveglieremo tutti i nonni del centro e terrorizzeremo quelli che tornando dal bar si fermeranno a fare pipì per strada...bella la vita da gatti, bella la vita in campagna, però anche voi sareste animali migliori se imparaste a vivere un po' di più la natura, dai, uscite ad annusare la notte.
Miaoooooo da Pablito.