...ci vediamo alla Quercia...

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sabato 31 luglio 2010

Nomi


Niente da fare, le labbra s'affezionano a certi nomi, sembra si compiacciono nel pronunciarli e loro, i nomi, s'appiccicano inesorabilmente ai denti, sotto al palato, il suono riecheggia nello stomaco, rimbalza sulle pareti sino a raggiungere il cuore.
Le corde vocali si fanno tenui al solo pensiero di riprodurli.
Quando siamo arrabbiati, urlarli ha l'effetto d'un balsamo che scioglie in noi lacrime d'amore.
Ce li passiamo e ripassiamo sulle labbra, accarezzandoli con la lingua.
Che strano! Liberiamo, pronunciandoli continuamente, i nomi di quelle persone a cui più vorremmo legarci.
Succede talvolta che taluni vengano dimenticati, archiviati per sempre, e capita di nominarli in un tempo così lontano da quando ci parevano musica, miele e volo di farfalle che stentiamo a riconoscerli...quasi potremmo negare d'averli mai pronunciati.
Stonati alle nostre orecchie, perdono ogni magia anche se è impossibile dimenticarli perchè conservano intatto l'amore che ci hanno donato un attimo prima d'andarsene, chi molto e chi poco!
Sono ormai pochi i nomi che sussurro a fior di labbra con piacere, molti li ho semplicemente riposti nel cuore.

giovedì 15 luglio 2010

Waka-Waka

Ogni volta che sento questa canzone penso alla Guinea Bissau, è più forte di me, il mio pensiero torna a tutte quelle volte che, dopo la pausa estiva in Italia, tornavo a Bissau.
Non è necessario che mi concentri molto, sento i motori dell'areo cambiare regime, deglutisco per liberare le orecchie mentre percepisco la discesa rapida e mi preparo incollata al finestrino e poi la vedo e THIS IS AFRICA e improvvisamente TSAMINA MINA EH EH, WAKA WAKA EH EH TSAMINA MINA ZANGALEWA ANAWA AA!
Il ritmo è giusto, mi ricorda il popolo forte e danzante dei guineensi e riesco a rievocare quella sensazione irripetibile dei tamburi che martellano forte nel mio stomaco.
WAKA WAKA EH EH e per tutto l'amore che ho ricevuto in quella meravigliosa terra lo spero davvero THIS TIME FOR AFRICA!
E intanto piango, senza nemmeno accorgermene, per un miscuglio di sensazioni che in qualche modo devo far uscire e Jose, accanto a me in auto, mi guarda sorpreso mentre guida alla volta dell'Ikea più vicina a casa per l'acquisto di due brandine e scaffali per la nuova casa-campeggio.
Andrea e Sergio non se ne accorgono perchè stanno ballando, Sergio si muove sciolto, ancheggia e dondola, in alto gli indici come gli ha insegnato lo zio Enrico quando balla l'afro-music.
Andrea è un po' più rigido, ma canta forte WAKA WAKA "...mamma canta la nostra canzone!" m'incita, ma il mio pensiero è lontano e i miei occhi riescono a sfiorare il Rio Geba, tocco le acacie, respiro l'umidità delle risaie e m'intrufolo nelle tabanke di fango e paglia e poi riprovo quella bellissima sensazione che da allora non ho mai più provato: "Tra poco sono a casa!"
Un tuffo al cuore, da due anni sono tornata definitivamente e non mi sono sentita a casa.
Siamo vagabondi io e Jose viaggiamo tanto e dove decidiamo d'installarci costruiamo e creiamo casa.
La mia casa è il mio santuario sto cercando di sentirmi a casa, sto cercando di mettere radici che mi liberino dalla sensazione d'essere straniera sulla terra, voglio una vita ricca d'amore e amici, tutto questo me l'ha insegnato l'Africa e forse per il resto del mondo è solo il tormentone estivo di quest'anno e per la bella Shakira una canzone commerciale, ma per me è e rimarrà la canzone che risveglia i tamburi nel mio stomaco!!! Africa ti amo!

domenica 4 luglio 2010

Traslochi...


Se vuoi male a qualcuno, auguragli un trasloco!
Erano due anni che vivevamo nelle stessa casa, certo non era grande, nemmeno tanto bella, ma finalmente ero riuscita ad aprire tutti gli scatoloni e fare posto ad ogni cosa ed ora abbiamo preparato altre scatole da trasportare.
Dovessi fare l'elenco dei nostri spostamenti dalla Guinea in poi annoierei chiunque, basti pensare che Andrea ha cominciato a dormire nel suo lettino la stessa notte che ha visto che avevamo montato uno vero, di legno, col materasso e copritesta coordinato.
Lui era piccolo sì, ma non scemo, ha capito subito che quello non era tanto facile da richiudere e montare altrove.
"Questo vostro segno di buona volontà va ripagato e se faccio il bravo, magari, rimarremo nello stesso posto più a lungo."
Ma vivere la vita significa anche lasciarsi guidare dagli eventi e noi siamo facili al trasporto emozionale, non direi proprio un và dove ti porta il cuore ma probabilmente a qualcosa di molto simile.
Non è facile chiudere la porta e lasciarsi alle spalle una vita, ma quando hai il coraggio di farlo almeno due volte, poi ti viene quasi naturale.
Arriva un momento in cui puoi piantare radici, questo l'ho imparato, succede quando desideri, cerchi e trovi il posto ideale.
Non sai se sarà per sempre, ma ti comporti come se dovesse esserlo e allora elabori grandi progetti, sogni ogni minimo particolare e impieghi ogni energia affinchè prenda corpo.
E' questo che noi stiamo facendo ora, abbiamo dato vita ad un sogno e ci stiamo attivando perchè si realizzi e tutti lo possiate vedere e vivere con noi.
E' un pensiero che mi mette le farfalle nello stomaco quello di poterlo condividere con gli amici e tutti colori che desiderano un po' di pace.
"Il mio ristoro dell'anima" ecco come lo immagino ora, dove l'anima va ricoverata, coccolata, curata affinchè torni ad essere splendente e carica d'amore, di buoni pensieri e di quella forza che ci permette di credere che tutto è possibile.
Non sarebbe male, creare un ricovero dell'anima, dove, quando ne esci, ricordi che sognare è facile e ricominci a farlo!
Obiettivo ambizioso, ma non impossibile.