...ci vediamo alla Quercia...

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giovedì 14 ottobre 2010

La vita è la realizzazione di un sogno dell'adolescenza.

Ho sempre fatto grandi sogni, a partire dall'amore, quello con la A maiuscola, la consapevolezza, la verità, incontrare il Maestro, la Pace nel mondo, la salvezza della Natura, diventare scrittrice, viaggiare per il mondo, parlare lingue diverse, regalare ai miei genitori la casa dei loro sogni, vivere sempre in luoghi dove potevo avere: un gatto, una coppia di pastori tedeschi e una tartaruga da terra, e tanti altri che l'elenco potrebbe assomigliare a quello del telefono di Roma.
Mi guardo allo specchio e mi chiedo se somiglio almeno un po' alla giovane sognatrice che ero.
Nello specifico cerco di capire se oggi rispecchio ancora quei sogni, se nella mia storia personale mi sono impegnata abbastanza per realizzarli e soprattutto se sono il risultato della realizzazione di un sogno dell'adolescenza.
Non ancora.
I miei sogni evolvono con me e seguono l'andamento della vita che ho deciso di fare, ma rimangono comunque grandi sogni...grandi sogni.
Se cercassi di spiegare dal punto di vista pratico le ragioni per le quali, dopo tanto vagabondare, io e Giuseppe abbiamo acquistato due capanni agricoli in Toscana, abbiamo deciso di ristrutturarli e di farne poi una Country House o B&B che dir si voglia, la descrizione mi verrebbe facile, ma dietro a tutto questo c'è un grande sogno che sottotitola il luogo di ospitalità che creeremo come un "ristoro dell'anima".
Pensate a questo, a quanto farebbe comodo poter ristorare un po' i nostri pensieri più intimi, avere il tempo e la dimensione adatta per ristabilire le priorità, poter sognare e riavvicinarci all'anima delle persone che amiamo.
Cosa c'è in un "ristoro dell'anima"? Probabilmente le stesse cose che ci sono in tutti gli altri luoghi di ospitalità, ma in più c'è la predisposizione ad andare oltre le apparenze.
Non c'è niente di complicato o esoterico è solo la riconsiderazione di un aspetto fondamentale della nostra vita che il tram tram quotidiano spesso ci costringe ad escludere con conseguenze catastrofiche per le relazioni umane (è sufficiente ascoltare la cronaca dei telegiornali per capire a cosa mi riferisco) è il linguaggio dell'anima.
Decidere di passare un po' di giorni in un "ristoro dell'anima" è ricordare che ne abbiamo una, magari un po' troppo provata, imbavagliata e chiusa da troppo tempo in uno sgabuzzino buio della mente, ma ammettiamo che esiste ancora e siamo disponibili a curarla, guarirla e attendere che non sia più terrorizzata, affinchè possa di nuovo comunicare con noi e ci restituisca intatta la forza di sognare, il coraggio di credere e la dignità del vivere.
Io non so come la pensate voi, ma l'esistenza dell'anima è universale ed io ammetto che sognare di avere anche un piccolo ruolo nella sua riscoperta globale non è roba da poco, ma sono nata sognatrice ed ho incontrato un sognatore, cosa vi aspettavate da due zingari vagabondi col naso sempre rivolto al cielo?

2 commenti:

  1. ..ci verrò.. e non solo per qualche giorno :-)

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  2. Questo post mi è piaciuto! soprattutto mi è piaciuto il sognare e il capanno.

    PS avrei bisogno di mandarti due foto, per te e Giuseppe. Scrivimi a matteo.ghiglione@gmail.com

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